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MoveOn Italia: I cittadini “entrano” in Parlamento e spingono le riforme

 

Si terrà oggi giovedì 31 maggio la conferenza stampa “La Rai ai cittadini”, promossa da MoveOn Italia, durante la quale verranno illustrati i 5 punti per garantire che il servizio pubblico torni ad essere tale. All’interno il testo dell’appello indirizzato a Governo e Parlamento.
di MoveOn Italia
Egregio Presidente del Consiglio Mario Monti  ed onorevoli parlamentari,

impegnati da mesi nel progetto La Rai ai Cittadini, siamo qui per proclamare – all’interno del più importante luogo della politica, il Parlamento – il nostro appello di intervento immediato su quella che riteniamo, a pieno titolo, tra le emergenze prioritarie ed urgenti per la vita civile del paese: l’attuazione di condizioni di normalità nel servizio pubblico televisivo, attraverso nuove e democratiche regole di governo e gestione della RAI, insieme ad adeguati interventi normativi ai fini di ripristino della legalità, rispetto al grave e irrisolto problema del “conflitto di interessi” da un lato, e di garanzia di equità nella ripartizione delle risorse economiche nella raccolta pubblicitaria sui media dall’altro.

Riforma della governance della Rai – con la proposta di MoveOn “5 punti per garantire un bene pubblico” – leggi su conflitto di interessi e antitrust non sono più rinviabili.

Il nostro paese ha duramente pagato negli ultimi anni lo scotto di una situazione evidentemente iniqua, illegale e, cosa ancor più grave, non in sintonia con il quadro internazionale che vede nelle democrazie più mature sistemi e concezione del servizio pubblico televisivo, effettivamente rispondenti alle funzioni proprie cui è deputato.

“Nella sua qualità di concessionaria del Servizio Pubblico Televisivo la RAI SpA assume quali suoi compiti prioritari quelli di garantire la libertà, il pluralismo, l’obiettività, la completezza, l’imparzialità e la correttezza dell’informazione, favorire la crescita civile ed il progresso sociale, promuovere la cultura e l’istruzione, salvaguardando l’identità nazionale e locale, garantendo servizi di utilità sociale, estendendo alla collettività i vantaggi delle nuove tecnologie trasmissive”.

Così recita testualmente il codice etico della RAI. E sarebbe troppo facile – e in fondo inopportuno in questa sede, ove vogliamo far valere lo spirito di partecipazione civile sulla rivendicazione e la proposta sulla protesta – ricorrere alla ampia letteratura consolidata negli ultimi anni di manipolazione, omissione delle notizie a scopi politico-propagandistici e trasfigurazione della programmazione televisiva in spregio della attesa e dovuta funzione pedagogica del servizio televisivo pubblico.

Abbiamo una proposta concepita con il contributo dalle più autorevoli personalità a questo titolate e condivisa largamente da tutti i soggetti della politica e della rappresentanza della società civile – come dimostrano le numerose testimonianze raccolte negli ultimi mesi dal nostro movimento di cittadinanza attiva e da noi messe a disposizione sulla rete internet – e, cosa ancor più importante per noi, siamo mossi da autentico spirito civico nella convinzione della responsabilità di ciascun cittadino nel concorso positivo agli eventi e alle scelte di rilevanza collettiva.

La stagione che stiamo attraversando, nel riconosciuto quadro di difficoltà ed emergenza sociale ed economico, si caratterizza fortemente per una rinata volontà di valorizzazione della funzione autentica della politica a servizio del paese.

Siamo certi pertanto della attenzione che non mancherà nei confronti del nostro spirito costruttivo e  confidiamo nella sollecita attenzione e risposta concreta a quanto proposto.

Grazie Presidente, grazie onorevoli parlamentari, a nome di MoveOn Italia-La Rai ai Cittadini, di tutte le personalità e dei movimenti oggi qui riuniti.

 LA RAI AI CITTADINI – 5 punti per garantire un bene pubblico

Prendendo ad esempio i modelli di gestione più avanzati in Europa, ma anche le proposte di riforma della Rai tendenti a garantire qualità e autonomia si propone una riforma che assicuri non solo la necessaria efficienza aziendale, ma anche l’assoluta indipendenza editoriale del servizio pubblico.

1. Si chiede il superamento dell’anomalia per la quale l’azionista del servizio pubblico è il Ministero dell’Economia.

2. Al posto della Commissione parlamentare di Vigilanza, si chiede la costituzione di un Consiglio per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile (11 su 20). Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un’azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente 6 componenti. 5 sono nominati dai rappresentati del settore (sindacati, artisti, autori, accademici, fornitori di contenuti). Dei rimanenti 9 membri, 3 verrebbero eletti dagli enti locali (Regioni-conferenza permanente stati regioni, Province-l’Upi e Comuni-Anci) e 6 nominati dal Parlamento

3.  Il Consiglio nomina i vertici della concessionaria del servizio pubblico (il CdA Rai), selezionati mediante concorsi pubblici in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. Ad esso sono attribuite competenze di indirizzo e vigilanza.

4. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell’indipendenza e del massimo di qualificazione.

5. Il Consiglio si pone al servizio degli utenti Rai, facilitando modalità interrattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico.

Hanno aderito a questo percorso riformatore:
Tana de Zulueta, Moni Ovadia, Loris Mazzetti (“Vieni via con me” – Che tempo che fa”), Gianni Minà, Ugo Mattei (“Beni Comuni”), Corrado Guzzanti, Francesca Fornario, Carlo Freccero, Lidia Ravera, Corradino Mineo, Lorella Zanardo (autrice de “Il corpo delle donne”), Sabina Guzzanti, Giulia Innocenzi, Roberto Zaccaria, Udo Gumpel, Giovanni Anversa (RaiTre “Racconti di vita”), Paul Ginsborg, Michele Gambino, Roberto Natale, Massimo Marnetto, Arturo di Corinto, Rossana Casale, Santo Della Volpe, Silvia Bencivelli, Nicola D’Angelo, Guido Scorza, Maria Luisa Busi, Tiziana Ferrario, Maurizio Sciarra (100 autori), Wolfgang Achtner, Carmine Fotia, Marco Mele (Il Sole 24 Ore), Carlo Tecce (Il Fatto Quotidiano), Vittoria Iacovella, Giuseppe De Marzo (A sud), Fabrizio Federici (Ansa), Sergio Bellucci, Gianni Orlandi, Giulietto Chiesa, Simona Coppini, Federico Lunadei, Grazia Di Michele, Simona Sala (Tg1), Giuliana Sgrena, Antonella Martone, Giovanni Mangano, Lorenzo Marsili (European Alternatives), Carlo Verna, Giuseppe Giulietti, Antonio Turri (Libera)

Vincenzo Vita, Claudio Fava, Giuseppe Civati, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Carlo Rognoni, Antonello Falomi, Fabio Granata, Sandro Gozi, Furio Colombo,
Giorgio Merlo, Niccolò Rinaldi, Angelo Bonelli, Leoluca Orlando

Hanno aderito alla Riforma:
Articolo 21, Usigrai, Fnsi, Libera di Don Ciotti Roma, Libertà e Giustizia, A Sud, “100 autori”, Rete Viola, Liberacittadinanza, IndigneRai, Il Popolo Viola, TILT, Alternativa, Il Teatro Valle Occupato, Errori di Stampa, Il Comitato del Sole, Libertà e partecipazione, European Alternatives

Sostiene l’iniziativa:
Stefano Rodotà

Giovedì 31 Maggio 2012 ore 10,45 – Via della Missione 4, Roma
(Accanto alla Camera dei Deputati)

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