La Cettosa di Parma

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di Nadia Redoglia
Parma, ormai satura di Cetto Laqualunque che per anni l’ha stuprata, ha scelto di riporre fiducia nel (innegabile) “nuovo” che è avanzato. Al punto in cui il gioc(g)o era arrivato, non si è più sentita di puntare le “fiches” su vecchie combinazioni. I “giocatori” onesti (“infattatamente” mica “qualunquemente”!) prendono atto e attendono di vedere se le puntate si riveleranno vincenti -o in dirittura d’arrivo per la vincita- oppure un grande bluff (in tal caso da annoverare, nei corsi e ricorsi storici, tra i peggiori).
A fronte di questa “movimentata” revisione (aggiunta a quella, pericolosamente, astensionista) ci saremmo aspettati che i vincitori da vecchie combinazioni, fossero colpiti, se non proprio da mancamenti per “sindromi di Sthendal”, almeno da severe riflessioni sulle loro mancanze, vere e proprie sindromi aggravatesi col tempo. Manco per sogno! Le “sinistre” dichiarano, e magari ci credono pure, d’aver vinto su tutti gli altri: i “cettosi” del bunga-bunga, del trota’s family e del cuffariano vasa-vasa imprigionato? Par proprio di sì, visto che altro non abbiamo e che i pentastellati non sono ancora stati (da loro) ancora formalizzati, politicamente (sempre secondo loro politica) parlando…