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Brindisi. Dov’è il “servizio pubblico” della Rai?

 

Strano concetto del ruolo di “servizio pubblico” quello interpretato dalla RAI del Dg Lorenza Lei. In un sabato di ordinaria follia, mentre la città e gli abitanti di Brindisi vengono stravolti dall’esplosione di una bomba nei pressi di un istituto tecnico, dedicato agli eroi antimafia, i giudici Falcone e Morvillo, che ha provocato finora 6/7 feriti tra gli studenti (di cui una grave e un’altra studentessa morta), proprio nel giorno in cui sta per passare la “carovana antimafia” in ricordo dei 20 anni dalla strage di Capaci, la RAI non è in grado nel giro di oltre un’ora di trasmettere con i propri mezzi in diretta l’accaduto. Eccezion fatta per RAINews e Radio1 Rai che sull’accaduto forniscono una straordinaria diretta, la RAI come altre emittenti nazionali deve utilizzare il collegamento “live” del potente network locale di TeleNorba.
Pazzesco!
Neppure un’edizione straordinaria sui canali analogici e digitali terrestri!
Altra beffa della RAI verso il pubblico è l’annuncio, dato in chiusura di “Uno Mattina”, dal conduttore Timperi, il quale, scusandosi con gli spettatori per il clima del programma, lancia “un’edizione straordinaria del TG1” sul tragico evento.
Sorpresa! A seguire, invece, va in onda un’ennesima puntata del TG Parlamento!!!
Nessun aggiornamento sugli schermi RAI, neppure una striscia mobile con una scritta aggiornata sul fatto.
Solo un’ora dopo l’annuncio di Timperi, è partita un’edizione straordinaria del TG1!
Sia RAINews che i concorrenti satellitari TG si SKY e TGCom di Mediaset si sono sintonizzati su TeleNorba per avere le immagini e le interviste in loco in diretta, ma questo non giustifica che uno dei più potenti Servizi pubblici d’Europa, con una propria redazione locale a Bari e corrispondenti nella regione Puglia non riesca ad arrivare sul luogo dell’attentato, o che comunque non sia capace di aprire delle “finestre” sulla normale programmazione. Forse non ci sono strutture mobili utilizzabili? O sono finiti i soldi per pagare una troupe di appalto?
Ben strano concetto di “servizio pubblico”, questo, e di scegliere come investire i finanziamenti!
Non saranno allora gli irrazionali tagli draconiani al bilancio aziendale, che colpiscono soprattutto il “prodotto”?
Forse che TeleNorba ha una speciale esclusiva di diretta TV su quanto accade di rilevante in Puglia e gode di mezzi e soldi superiori alla RAI?
O più semplicemente, e inscusabile, è un sabato da weekend e nessun membro dello strapagato vertice della Direzione generale di Viale Mazzini è operativo, rintracciabile o, ancor più grave, in grado di prendere iniziative in tempo reale?
Noi non sappiamo al momento se lo scoppio avvenuto forse con due bombole del gas inserite in un cassonetto, artatamente avvicinato nei pressi dell’istituto tecnico, sia un attentato di origine mafiosa, un feroce avvertimento della malavita organizzata, o di un atto terroristico di qualche squilibrato. Da giornalisti sappiamo che una tragedia del genere è un evento di rilevanza nazionale al quale va data  la massima priorità, proprio in un momento drammatico che la nazione sta vivendo, fatto di un intreccio perverso di crisi economica, crisi sociale e morale, di ritorno della violenza terroristica e il rialzare la testa della “Piovra” mafiosa.
Una volta di più, la dirigenza RAI mostra la sua incapacità a svolgere un ruolo fondamentale, quello di dar voce e immagine a questa Italia, e quindi espone il Servizio pubblico anche a critiche strumentali e qualunquistiche sul suo ruolo e sul suo finanziamento. Per far sì, invece, che la RAI torni a svolgere l’attività di primo “radar” della società italiana è necessario che questi vertici, dalla Direzione generale al CDA, vengano dimessi subito e si proceda ad un rinnovo secondo i criteri di trasparenza, professionalità, autonomia dai conflitti di interessi e dai partiti. Uomini e donne in grado di sostituire chi ora si è attaccato alla coda del cavallo morente di Viale Mazzini ce ne sono nel paese. Articolo 21 e altri movimenti ne hanno indicati tanti con i loro curricula, alla luce del sole. Che il governo Monti ne prenda atto il più rapidamente possibile.

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