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Siria: l’APCE si compiace dell’emergere di una posizione comune della comunità internazionale

 

A conclusione di un dibattito con procedura d’urgenza
sulla situazione in Siria, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE)
ha fermamente condannato le gravi violazioni dei diritti umani commesse dalle
forze militari e di sicurezza siriane. Ha altresì deplorato le persistenti
violazioni del cessate il fuoco previsto dal piano di pace di Kofi Annan e il
crescente numero di vittime. L’APCE ha inoltre condannato le violazioni dei
diritti umani da parte di alcuni gruppi armati che si oppongono al regime.

Al contempo, l’Assemblea ha espresso soddisfazione per “il progressivo emergere di
una posizione comune” della comunità internazionale, con l’adozione all’unanimità
di due risoluzioni delle Nazioni Unite, il 14 e 21 aprile 2012, che autorizzano il
dispiegamento in Siria di una missione di osservatori non armati dell’ONU per
monitorare il rispetto della totale cessazione della violenza armata. L’Assemblea
ha sottolineato che per oltre un anno la comunità internazionale, su cui pesa una
grave responsabilità, è stata incapace di concordare un’azione riguardante la
Siria (con il veto posto da Russia e Cina a due progetti di risoluzione delle
Nazioni Unite nell’ottobre 2011 e nel marzo 2012).

I parlamentari hanno inoltre precisato che l’applicazione del piano di pace
proposto da Kofi Annan e la totale cessazione delle violenze dovrebbero garantire
nel tempo la trasformazione democratica in Siria, creare progressivamente le
condizioni favorevoli per “la messa in opera di un processo politico, diretto dai
siriani”, e, nel breve periodo, condurre allo svolgimento di elezioni libere ed
eque.

D’altro canto, seguendo le conclusioni del relatore sulla questione, l’on. Pietro
Marcenaro (Italia, SOC), l’APCE ha invitato i gruppi siriani di opposizione a
“unirsi, per presentarsi come alternativa legittima, che offra a tutti i siriani,
indipendentemente dall’origine etnica, la cultura o la religione, la prospettiva
di una Siria democratica e pluralista”. L’Assemblea ritiene che l’effettivo
rispetto dei diritti umani e delle minoranze sia la condizione preliminare
indispensabile per l’unificazione e il rafforzamento delle forze di opposizione.

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