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La Fornero censura i siti del ministero?

 
Il professor Guido Scorza è uno dei più seri ed accreditati studiosi delle problematiche legate alla rete, in particolare analizza e denuncia qualsiasi possibile forma, anche inconsapevole, di bavaglio alla libera circolazione delle idee e delle opinioni. Per questa ragione ci è apparsa ancora più grave ed inquietante la sua ultima denuncia relativa ad una censura che sarebbe stata decretata dalla ministra Fornero.

Nei giorni scorsi, infatti, il ministero del lavoro ha disposto la immediata chiusura del sito del dipartimento provinciale del lavoro di Modena: www.dplmodena.it . Quel sito garantiva informazioni a decine di migliaia di utenti, consentiva l’accesso agli atti, rispondeva alle domande di cittadini, pensionati, lavoratori, stranieri, registrava i loro commenti.

 

Cosa ha disturbato i sonni della ministra o di qualche zelante collaboratore? Un commento impertinente, una presunta diffamazione, una informazione falsa, un commento non positivo sull’articolo 18 o sulla cosiddetta riforma del mercato del lavoro?

Nulla di tutto questo, perchè la lettera parla genericamente di una chiusura disposta: “Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali con riferimento agli obblighi di trasparenza e ai profili di comunicazione e di pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo…”.

Che vuol dire? Tutto e niente. Ci sono state gravi violazioni di legge? Dove, come, quando? Sono state pubblicate pagine sbagliate o diffamatorie? Perchè non sono state eliminate solo quelle?

Chi ha deciso di procedere in questo modo ha commesso un atto sconsiderato, arrogante, ancora più intollerabile perché disposto da un ministero nei confronti di una sua struttura periferica.

Ci auguriamo che la ministra Fornero, sempre pronta a puntare il dito contro gli altri, voglia ritirare quella lettera e disporre la immediata riapertura del sito dell’ufficio provinciale del lavoro di Modena, a meno che la sua non sia stata una “reazione isterica” per usare la espressione, poco elegante, che Lei medesima aveva usato contro Emma Marcegaglia.

Pubblicato su www.blitzquotidiano.it

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