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Confessioni di un killer ( di Daniela De Crescenzo)

 

“Da quando abbiamo ammazzato il proprietario del Lido La Fiorente i
commercianti fanno la fila per pagare il pizzo. Per accontentare tutti
stiamo in giro l’intera giornata, dobbiamo correre avanti e indietro per
andare a ritirare i soldi»: parola di Oreste Spagnuolo sicario dei
casalesi che nel libro di Daniela De Crescenzo «Confessioni di un
killer» racconta in presa diretta come il rampollo di una famiglia
piccolo borghese diventi un asssassino professionista. Spagnuolo, ora
collaboratore di giustizia, apre una finestra sul Sistema raccontato
nella sua quotidianità, ma anche nella sua spietatezza. Un racconto
diretto che non fa sconti a nessuno, nemmeno al regista di Gomorra,
Matteo Garrone che secondo il pentito avrebbe pagato la tangente per
girare i film ambientati a Castel Volturno. Una ipotesi sempre scartata
da Garrone, ma ribadita da Spagnuolo. Del resto, è il racconto del
killer, a pagare la tangente a Setola durante la stagione di fuoco che
nel 2008 ha sconvolto la campania (18 morti in 10 mesi) sarebbe stato
anche Michele Zagaria. E a proposito dell’ultima primula rossa finita in
manette dopo una lunghissima latitanza, il collaboratore di giustizia
racconta: «Noi siamo stati killer, malavitosi. Zagaria è stato un’altra
cosa, un altro livello: noi non lo potevamo nemmeno nominare. Ha gestito
un patrimonio enorme e se l’è fatta con i servizi segreti. Ma alla fine
chi lo proteggeva l’ha mollato, ed è stato preso anche lui». E dove si
ferma Spagnuolo ricominceranno le indagini.

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