Informare per Resistere

Ilva di Taranto, i dati su inquinamento e morti. La promessa bonifica sa di bluff

di Maria Ferdinanda Piva – Fonte: Blogeko

Torno sul sequestro dell’Ilva di Taranto – mentre scrivo la magistratura sta apponendo i sigilli – perchè vanno assolutamente segnalate due cose: la bonifica promessa dal ministro Clini sa tanto di bluff e sono stratosferici i dati relativi all’inquinamento prodotto dall’impianto siderurgico. C’è anche il calcolo dei decessi attribuibili alle emissioni industriali in città.

Per quanto riguarda la bonifica, un bravo collega giornalista, uno di quelli (ahimè rari) che leggono i documenti e non i comunicati stampa, ha scoperto che in realtà i 336 milioni di cui parla Clini, salvo qualche briciola, sono fondi stanziati da anni per progetti già in itinere.

Non solo. Scrive che (al contrario di quanto aveva anticipato Reuters) i pochissimi fondi privati inseriti nel progetto non sono del gruppo Riva cui fa capo l’Ilva e al quale Angelo Bonelli (presidente della Federazione dei Verdi e consigliere comunale a Taranto) attribuisce utili pari a 2,5 miliardi di euro negli ultimi tre anni.

Sui numeri relativi all’inquinamento causato dall’Ilva riprendo le conclusioni dei periti della Procura della Repubblica attraverso il riassunto Peacelink.

1) Nel 2010 Ilva ha emesso dai propri camini oltre 4 mila tonnellate di polveri, 11 mila tonnellate di diossido di azoto e 11 mila e 300 tonnellate di anidride solforosa (oltre a: 7 tonnellate di acido cloridrico; 1 tonnellata e 300 chili di benzene; 338,5 chili di IPA; 52,5 grammi di benzo(a)pirene; 14,9 grammi di composti organici dibenzo-p-diossine e policlorodibenzofurani (PCDD/F). Vedere pag. 517 della perizia dei chimici.

2) I livelli di diossina e PCB rinvenuti negli animali abbattuti e accertati nei terreni circostanti l’area industriale di Taranto sono riconducibili alle emissioni di fumi e polveri dello stabilimento Ilva di Taranto. Vedere pag. 521 della perizia dei chimici.

3) La stessa Ilva stima che le sostanze non convogliate emesse dai suoi stabilimenti sono quantificate in 2148 tonnellate di polveri; 8800 chili di IPA; 15 tonnellate e 400 chili di benzene; 130 tonnellate di acido solfidrico; 64 tonnellate di anidride solforosa e 467 tonnellate e 700 chili di Composti Organici Volatili. Vedere pag. 528 della perizia dei chimici.

4) La fuoriuscita di gas e nubi rossastre dal siderurgico (slopping), fenomeno documentato dai periti chimici e dai carabinieri del NOE di Lecce, ammonta a 544 tonnellate all’anno di polveri? Vedere pag. 528 della perizia dei chimici.

5) Sarebbero 386 i morti (30 morti per anno) attribuibili alle emissioni industriali. Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

6) Sono 237 i casi di tumore maligno con diagnosi da ricovero ospedaliero (18 casi per anno) attribuibili alle emissioni industriali. Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

7) Sono 247 gli eventi coronarici con ricorso al ricovero (19 per anno) attribuiti alle emissioni industriali. Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

8 ) Sono 937 i casi di ricovero ospedaliero per malattie respiratorie (74 per anno) (in gran parte tra i bambini) attribuiti alle emissioni industriali. Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

9) Sono 17 i casi di tumore maligno tra i bambini con diagnosi da ricovero ospedaliero attribuibili alle emissioni industriali. Vedere pag. 220 della perizia degli epidemiologi.

10) I periti hanno concluso che l’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione “fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte”.

Mi sono limitata ad aggiungere alcuni neretti, così come ho aggiunto una sottolineatura in giallo a questo messaggio su bonifica e profitti dell’Ilva che Bonelli ha diffuso oggi fa via Facebook

Secondo le anticipazioni diffuse da Reuters qualche giorno fa, i 336 milioni per la bonifica avrebbero dovuto comprendere anche 7,5 milioni provenienti dalla società Riva cui fa capo l’Ilva: il 2,2% del totale.

Il collega giornalista che ha spulciato le carte relative agli stanziamenti per la bonifica cita soltanto fondi privati per 7,2 milioni, provenienti però dalla Tcl, impresa cinese che gestisce parte del traffico container nel porto di Taranto.

tratto da Informare per resistere

3 agosto 2012
 
 

2 commenti

  • gennaro scrive:

    sono un operaio Ilva,e la ringrazio per questo articolo,spero che i miei colleghi che difendono i riva possano aprire gli occhi!

  • fausto scrive:

    In tutti questi anni a Taranto abbiamo operato un impianto che fatica a far quadrare i conti: importiamo minerale e carbone e riesportiamo il prodotto. Ovviamente fatichiamo a competere con chi ha i minerali in casa. A peggiorare la situazione c’è il cattivissimo stato della economia europea.

    Per far sopravvivere la fabbrica, abbiamo risparmiato dove possibile: inquinamento a man bassa, niente bonifiche, rimodernamenti centellinati. Così non può durare: la fabbrica rischia di chiudere da sola. Dobbiamo intervenire, e dobbiamo anche dire con chiarezza con quali soldi.