Oksinski, lo stragista di Cracovia, ricorda Breivik, quello che il 22 Luglio del 2011, massacrò quasi 80 persone tra UTØYA e Oslo, di questi 69 erano giovani di età compresa tra i 14 ed i 24 anni. Ma è una somiglianza apparente, indotta da quello che pare il comune orientamento ideologico: l’estrema destra. Punto. Breivik scelse con cura le vittime da colpire: gli attivisti della gioventù Laburista norvegese che stavano facendo il tradizionale raduno sull’isola di’ UTØYA. Breivik fece precedere l’attentato dall’invio di un corposo manifesto politico a circa 1000 indirizzi mail in tutta Europa (in Italia lo ricevettero Forza Nuova e la Lega). Breivik all’arrivo della polizia si arrese immediatamente alzando le mani e facendosi arrestare: il suo piano prevedeva di affrontare il processo rivendicando la piena responsabilità dell’attentato per dare risonanza ai motivi che lo avevano indotto. Lo stragista di Cracovia invece ha scelto le sue vittime a caso, tratto in verità comune ad altri attentatori fautori del caos come fattore della accelerazione palingenetica, ha reagito alla polizia per fuggire, ha massacrato la famiglia… e poi ha fatto una cosa davvero curiosa per uno con un programma del genere: ha staccato le targhe all’auto adoperata per l’attentato. Di vero resta il dolore immane di chi ha perso una persona cara, per il resto ci vorranno molta pazienza ed attenzione. Lo sappiamo bene noi in Italia, che ancora dobbiamo capire perché delitti e stragi tra loro lontani siano stati rivendicati con la sigla Falange Armata
