Emfa, la grande incompiuta

La destra vuole far pagare ad ARCI Milano il prezzo del suo scontro politico

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La destra di Sesto San Giovanni ha trasformato la vicenda del Carroponte in una battaglia politica contro ARCI Milano. Da anni la racconta come il simbolo del fallimento della sinistra, agitando cifre e responsabilità per costruire una narrazione che ha poco a che fare con la ricerca di una soluzione. Nel frattempo, noi continuiamo a chiedere una cosa molto semplice: poter pagare il debito attraverso una rateizzazione sostenibile.

Non chiediamo che venga cancellato. Non contestiamo il principio per cui quanto dovuto debba essere restituito. Chiediamo di poterlo fare senza compromettere la sopravvivenza dell’associazione. Da oltre quattro anni cerchiamo una soluzione, ma il Comune di Sesto San Giovanni non accetta una rateizzazione superiore a 24 rate.

È difficile non vedere la contraddizione. Da una parte un’associazione che dichiara di voler pagare e cerca da anni un accordo; dall’altra un’amministrazione che continua a imporre un limite che consideriamo insostenibile. Se l’obiettivo fosse soltanto recuperare il credito, la domanda sarebbe come arrivare al pagamento. Ma quando una vicenda viene usata ripetutamente per attaccare politicamente chi si considera avversario, viene il sospetto che il problema sia diventato un altro.

Le dichiarazioni di esponenti della maggioranza, a partire da quelle di Lamiranda, vanno in questa direzione. Nel 2022 la vicenda veniva presentata come uno dei primi scandali della cattiva gestione della sinistra. Nel 2026 ARCI veniva descritta come morosa di oltre 300 mila euro, mentre il rilancio del Carroponte diventava l’occasione per attaccare una sinistra incapace, a suo dire, di guardare oltre il proprio orticello. È una rappresentazione utile alla propaganda, ma non risponde alla questione che poniamo da anni: perché non si vuole concordare un piano di pagamento sostenibile?

La destra può continuare a usare questa vicenda per alimentare la propria polemica politica. Non può pretendere che noi accettiamo in silenzio le conseguenze delle sue decisioni. E soprattutto non può presentarsi come estranea a ciò che accadrà a un’associazione se le condizioni imposte dal Comune finiranno per metterne a rischio la sopravvivenza.

ARCI Milano non è una voce di bilancio. È una rete di circoli, persone, attività culturali e sociali. È uno spazio di partecipazione indipendente, nel quale si costruiscono relazioni e iniziative che non dipendono dal consenso di chi governa. È anche per questo che la vicenda non può essere ridotta a una disputa contabile. In gioco c’è la possibilità che un’organizzazione continui a svolgere il proprio ruolo, mantenendo autonomia e capacità di iniziativa.

La destra ha tutto il diritto di contestare le scelte politiche di ARCI. Noi abbiamo il diritto di contestare quelle della destra. Ma un’amministrazione pubblica ha responsabilità che vanno oltre la propaganda. Deve valutare le soluzioni possibili e le conseguenze delle proprie decisioni. Non basta ripetere che esiste un debito: bisogna spiegare perché si rifiuta una strada che potrebbe consentirne il pagamento senza compromettere il futuro dell’associazione.

Noi non intendiamo accettare che la contrapposizione politica diventi uno strumento per metterci in ginocchio. Continueremo a chiedere una soluzione nelle sedi istituzionali e a denunciare pubblicamente la responsabilità dell’amministrazione. Abbiamo aperto anche una raccolta fondi, perché la situazione è concreta e non possiamo aspettare che il conflitto politico si risolva da solo.

Chiediamo sostegno a chi conosce il lavoro di ARCI Milano, a chi frequenta i circoli, a chi partecipa alle nostre iniziative e a chi ritiene che una città abbia bisogno di associazioni autonome, capaci di produrre cultura e socialità anche quando non sono gradite a chi governa.

https://arcimilano.it/sostieni-arci-milano-carroponte/

Vogliamo pagare. Vogliamo una soluzione. Vogliamo continuare.

La destra di Sesto San Giovanni deve spiegare perché, dopo anni, continua a rifiutare una rateizzazione sostenibile. Se il risultato delle sue scelte sarà mettere ARCI Milano nelle condizioni di non poter continuare a esistere, non potrà nascondersi dietro una cifra o una procedura amministrativa. Dovrà rispondere delle conseguenze politiche di ciò che ha fatto.

Noi non ci arrendiamo. E non permetteremo che una battaglia politica contro ARCI Milano venga raccontata come una semplice questione di debiti.

di Maso Notarianni, presidente di ARCI Milano


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