Emfa, la grande incompiuta

Brasile e Serbia: qualcosa è cambiato

0 0

Qualcosa dev’essere cambiato nel mondo. Ce lo confermano Brasile e Serbia, dove alle elezioni di domenica 26 ottobre hanno vinto, rispettivamente, il quasi ottantunenne Lula da Silva, ex operaio e icona del socialismo mondiale, e gli studenti e le studentesse indignate per la corruzione dilagante nel Paese che l’ex presidente Vučić ha di fatto trasformato in un avamposto del putinismo. Un vecchio leone che ha lottato per tutta la vita dalla parte degli ultimi e degli oppressi, dunque, e la Generazione Z che sta sovvertendo i pronostici in ogni parte del globo, stanca di non avere un domani, di subire soprusi, di non potersi costruire una famiglia e di dover vivere perennemente a contatto con l’incubo di un conflitto mondiale: di questo si tratta e non è poco.
Qualcosa è cambiato, ribadiamo, augurandoci che a breve possano accorgersene sulla propria pelle anche Netanyahu e Trump, impegnati, fra questa e la prossima settimana, in due elezioni decisive a livello planetario. Intanto, come abbiamo visto, l’hanno capito Flavio Bolsonaro, degno figlio di quel Jair Bolsonaro condannato a ventisette anni di carcere per aver tentato il golpe ai danni di Lula dopo aver distrutto l’Amazzonia, governato come peggio non si sarebbe potuto e perso le precedenti elezioni e, per l’appunto, l’alfiere dell’anti-europeismo che ha rallentato il processo di crescita e modernizzazione di uno dei capisaldi della regione balcanica.
Non saranno tutte rose e fiori. Vedrete che ci saranno polemiche, riconteggi e forse pure qualche tentativo di ricorso, specie in Brasile; tuttavia, non c’è dubbio che, dopo questi risultati, si respiri un’aria diversa, più pulita, che ci induce a confidare che l’Armageddon dell’estrema destra al potere in ogni angolo del globo sia se non scongiurato, quanto meno rinviato.
Ora, però, venendo alle questioni di casa nostra, la sinistra dovrebbe interrogarsi. Perché se a New York trionfa Mamdani parlando un linguaggio schiettamente socialista, che incontra l’entusiasmo di una città da sempre vanto del capitalismo, se a Berlino si impone la musulmana Elif Eralp della Linke, parlando addirittura di esproprio delle proprietà dei colossi immobiliari, se in Brasile viene confermato un socialista puro, che ha fatto dell’operaismo e della difesa degli emarginati la propria ragione di vita, e se in Serbia prevalgono ragazze e ragazzi che per loro fortuna non portano sulla pelle i segni della carneficina degli anni Novanta, con annesso revanscismo nazionalista intriso di rancore, forse anche alle nostre latitudini sarebbe opportuno smetterla di inseguire questi fantomatici “moderati”, che esistono unicamente nelle pagine dei commenti di alcune testate della borghesia e del ceto medio riflessivo, e presentare piuttosto una serie di proposte sanamente radicali, non estremiste, miti nei toni ma di combattimento e d’alternativa vera nelle idee e nelle ricadute sulla popolazione.
Aggiungiamo in conclusione una considerazione relativa alla vera differenza fra l’elettorato di destra e quello di sinistra. Il primo è più pragmatico, e qualunque offerta politica gli venga presentata la accetta senza colpo ferire, a patto che non vincano i “komunisti”. Il secondo quasi non tollera le semplificazioni, mal digerisce il populismo e non gli basta un’alleanza purchessia: ha bisogno di sognare che un altro mondo sia possibile e di trovarsi davanti qualcuno che ci creda davvero. Per questo non basterà riunirsi in coalizione per approfittare del vento nuovo che spira dal Sud America e dai Balcani. Per intercettarlo è indispensabile tornare a credere in qualcosa di più significativo delle primarie e delle diatribe interne sulle composizione delle liste. Mai come ora, infatti, di politicismo si muore.


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.