Emfa, la grande incompiuta

Conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica al 34° Convegno del Centro “Balducci”

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Il riconoscimento del Capo dello Stato premia un appuntamento dedicato ai diritti umani, alla cittadinanza e alla democrazia. Giovedì 24 settembre a Zugliano l’inaugurazione.

La Medaglia del Presidente della Repubblica è stata conferita al 34° Convegno del Centro “Balducci” di Zugliano (UD) intitolato The right to have Rights. Diritti umani tra esclusione, cittadinanza e democrazia”.

Il 17 settembre è giunta con estrema gratitudine la notizia del prestigioso riconoscimento che il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha voluto conferire al Convegno di quest’anno del “Balducci”, uno dei partner dei quale è Articolo 21. «La Medaglia del Presidente della Repubblica ci emoziona e ci responsabilizza – sottolinea il presidente, Paolo Iannaccone –. La accogliamo come un segno di attenzione verso una realtà che da oltre trent’anni continua a credere e a testimoniare che la cultura dei diritti, dell’accoglienza e della pace sia essenziale per la vita democratica. In un tempo nel quale tante persone rischiano di essere private dei propri diritti o rese invisibili, sentiamo ancora più forte la responsabilità di creare luoghi di incontro, ascolto e confronto. È il compito che ci siamo assunti e che questo riconoscimento ci incoraggia a proseguire».

Il riconoscimento arriva in un momento nel quale le domande poste dal Convegno – patrocinato dal Comune di Udine e dal Comune di Pozzuolo del Friuli, e che si avvale del contributo della Regione Friuli Venezia Giulia – acquistano, infatti, una particolare attualità. Che cosa accade quando i diritti smettono di essere patrimonio di tutti e diventano un privilegio per alcuni? Che cosa resta della democrazia quando la forza pretende di sostituirsi al diritto?

Sono interrogativi che attraversano un programma articolato nel corso del quale fa tappa il “Giro d’Italia per la Pace”, promosso dal Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani, dalla Rete nazionale delle Scuole di Pace e dalla Fondazione Perugia-Assisi per la cultura della pace e il cui titolo “The Right to Have Rights” mette al centro una convinzione semplice quanto decisiva: ogni persona ha diritto ad avere diritti. In un tempo segnato da guerre, riarmo, migrazioni, nuove esclusioni, disuguaglianze e tensioni democratiche, ci si vuol interrogare sul valore universale dei diritti e sulle responsabilità necessarie per renderli effettivi.

Nel corso dei vari appuntamenti (il programma completo è disponibile sul sito centrobalducci.org) si parlerà, tra l’altro, di diritto internazionale, crisi delle istituzioni sovranazionali, diritto d’asilo e politiche migratorie, libertà dell’informazione, riarmo e minaccia nucleare, diritto alla salute e democrazia, diritti delle donne. Accanto agli esperti troveranno spazio testimonianze e voci di persone impegnate quotidianamente nella difesa dei diritti umani. Il programma prevede inoltre alcuni appuntamenti rivolti alle scuole e all’università, con un ruolo particolare affidato alle giovani generazioni.

La memoria avrà un posto particolare nel Convegno, per ricordare chi ha pagato con la propria vita l’impegno per quei diritti. Distinti momenti saranno dedicati alla memoria di giornalisti, attivisti, volontari, diplomatici e ricercatori che hanno perso la vita mentre cercavano di raccontare le guerre, difendere le persone, documentare le violazioni, costruire percorsi di pace e giustizia. Saranno ricordati Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, Miran Hrovatin, Ilaria Alpi, Andy Rocchelli, Graziella De Palo, Italo Toni, Enzo Baldoni, Mario Paciolla, Luca Attanasio e Giulio Regeni. La loro memoria non appartiene soltanto al passato: richiama al presente la responsabilità di continuare a difendere la libertà dell’informazione, la dignità delle persone e il diritto di ciascuno a non essere lasciato solo di fronte alla violenza e all’ingiustizia. Ricordare chi è morto per questi valori significa anche chiedersi quale prezzo siamo disposti a pagare, oggi, per non voltarci dall’altra parte.

Il filo conduttore scelto per questa edizione prende spunto dalla nota canzone di Bob Dylan Get Up. Stand Up” (“Alzati. Prendi posizione”). Da quell’invito a non rimanere inermi il Centro “Balducci” ha voluto aggiungere un terzo imperativo: “Speak Up” (“Rompi il silenzio”, “Prendi la parola”), un invito a non rimanere spettatori davanti alle violazioni dei diritti e a riconoscere che la democrazia vive anche della responsabilità e della partecipazione di ciascuno.


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