Due argomenti occupano le prime pagine dei giornali e delle televisioni accanto alle penose cronache di guerra: Report, da un lato, e la legge elettorale, dall’altro. Apparentemente i due temi sono distinti, ma, a guardar bene, non lo sono affatto. La legge elettorale rappresenta la mossa più pericolosa che il Governo, con il bilancio più negativo in tema di riforme costituzionali, vuole mettere in campo. 16o Costituzionalisti hanno giudicato questa legge elettorale estremamente critica in termini costituzionali. Queste valutazioni sono state ribadite con forza durante le audizioni parlamentari alla camera e al Senato. Il premio di maggioranza abnorme viola il principio dell’eguaglianza del voto (art.48 Cost) e l’indicazione del premier compromette le prerogative del Presidente della Repubblica.
Cercare di realizzare un Premierato di fatto con legge ordinaria è una chiara elusione della Costituzione.
La nuova legge elettorale è più pericolosa della riforma della Giustizia: l’obiettivo del Governo è quello di stravolgere tutti gli equilibri costituzionali. A tutto questo si aggiunge e non certo per caso l’attacco agli ultimi scampoli di libertà della televisione pubblica. Non è bastato bloccare la Commissione di vigilanza per cercare di ottenere la Presidenza, oltre all’amministratore delegato della Rai; non è bastato ignorare il Freedom act e la richiesta di indipendenza della televisione pubblica; non è bastato fingere di approvare una riforma ridicola. Era necessaria una mossa più incisiva: demolire una dei programmi di punta dell’informazione e del giornalista d’inchiesta. Ranucci vittima di un attentato gravissimo è stato fatto oggetto di una campagna di fango senza precedenti. La destra politica e giornalistica lo ha letteralmente bombardato. Alla fine i vertici Rai, condizionati da quelle pressioni hanno deciso di rimuoverlo dalla conduzione. Avrebbero dovuto difendere il giornalista e la trasmissione ed aspettare almeno che la magistratura dicesse qualcosa su possibili condizionamenti delle inchieste. Cosa che non è assolutamente emersa. Si è parlato di mancanza di credibilità, di incompatibilità ambientale: tutte cose generiche. È stata spianata la strada all’allontanamento di Ranucci a seguito di esplicite richieste politiche. E’ stato messo in crisi l’equilibrio della redazione. La Rai da tempo non è più centrale nell’informazione, Report la sua migliore trasmissione d’inchiesta, non viene protetta, anzi. Difficile non vedere una connessione tra il disegno di un Governo che mira a calpestare gli altri poteri con una legge elettorale clamorosamente incostituzionale e dello stesso Governo che condiziona la Rai e ne mina l’indipendenza. Tutti sono in grado di capire a che tipo di campagna elettorale si veda incontro.
Che cos’altro deve succedere perché si parli di attacco alla democrazia?
