Giornalismo sotto attacco in Italia

Italia sempre più irriconoscibile grazie a Salvini e soci 

0 0

Giorno dopo giorno diventa sempre più forte la preoccupazione, se non proprio la paura, di cosa stia diventando l’Italia governata dalla ditta Meloni &Co. e cosa ancor di più diventerà se dovessero proseguire. Dovremmo avviare una profonda riflessione complessiva per poi domandarci se davvero l’impostazione repressiva, antistorica, razzista, anticostituzionale, fiancheggiatrice di gravi atti criminali internazionali è quella scelta dagli italiani.

Esempi? Innumerevoli. Il più attuale: il vice presidente del Consiglio e ministro per le infrastrutture con ambizioni viminalesche Matteo Salvini si è gloriato dell’arresto di un quattordicenne attribuendo il merito alla cosiddetta legge ‘antimaranza’ tanto cara alla Lega. A parte l’ennesima dimostrazione di ignoranza, perché non c’è alcuna legge approvata visto che il relativo ddl per ora non è stato presentato né alla Camera, né al Senato, quel che spaventa è il modo in cui un uomo di governo si rapporta con la popolazione minorenne pensando che conti solo la repressione, senza alcun tentativo di valutazione e comprensione perché alcuni atti vengono commessi. Ben diversa la disponibilità verso il gioielliere omicida, condannato per aver inseguito e sparato alle spalle tre rapinatori. E inoltre è totalmente assente la sensibilità verso gli adolescenti palestinesi quotidianamente massacrati dall’alleato Netanyahu perché ‘terroristi’.

E che dire dell’assassinio del povero Abderrahim Fakir fermato e soffocato solo perché urlava il proprio disagio psicologico, senza aver mai commesso alcun tipo di reato. E la conseguente manifestazione civile, pacifica, di compatta solidarietà del popolo bolognese, praticamente ignorata da Telemeloni e soci per parlare delle violenze seguite, scatenate da gruppetti che evidentemente si erano preparati per tempo, senza che venissero fermati preventivamente.

Se poi si arriva, addirittura, a definire ‘escursionisti’ i militari israeliani che in Cisgiordania massacrano ancora altri palestinesi si dovrebbe finalmente capire senza troppe spiegazioni qual è la nuova collocazione internazionale dell’Italia, che così dimostra di aver abbandonato decenni di efficace azione diplomatica, svolta soprattutto in area mediterranea.

Infine: conta o non conta affatto il rifiuto da parte del 58 per cento degli italiani del riarmo tanto caro alla maggioranza di destra destra e alla Von der Leyen sua principale alleata? E quale sviluppo industriale ci sarà? Solo quello delle fabbriche di armi? E dove troveranno lavoro quei giovani, tantissimi giovani, che già oggi vedono prospettive solo all’estero? E quale idea di progresso civile, culturale, umano può avere un Paese governato da chi cerca di impossessarsi della memoria di nobili figure come quella di Borsellino – dopo quella di Dante Alighieri – e contemporaneamente di cancellare le sentenze passate in giudicato sulle responsabilità fasciste della strage di Bologna del 2 agosto 1980, della strage di Brescia e di quelle dei treni?

Mettere insieme, raccogliere le riflessioni, spiegare quel che accade, smettendola di inseguire la frammentarietà del giorno per giorno: solo così si avrà la possibilità di combattere efficacemente la spregiudicata azione propagandistica della destra che non risparmia nessuno degli avversari, che odia l’informazione obiettiva e le inchieste documentate, disprezza il pensiero critico perché ne ha paura, continua ad attaccare frontalmente la costituzione seguendo una pericolosissima strada istituzionale, come la legge elettorale truffa, dopo il fallito tentativo referendario.

Il neofascismo si chiama oggi autoritarismo e dopo aver dismesso divise, gagliardetti e camicie nere indossa non solo il doppio petto, ma anche abiti di grandi firme, disinteressandosi di un’Italia sempre più povera, di salari vergognosi, i più bassi d’Europa, di guardare al mondo senza avere il coraggio o la dignità di liberarsi dei paraocchi imposti da Trump e Netanyahu.


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.