Oggi scadrà il trattato che limita le armi nucleari tra Stati Uniti e Russia, il Nuovo Trattato #START. Era stato firmato nel 2010 dall’allora presidente #Obama ed aveva lo scopo di ridurre gli arsenali nucleari di Stati Uniti e #Russia. Doveva durare dieci anni, ma poi era stato prorogato di altri 5 da Biden. Le cifre degli arsenali, i più grandi del mondo, sono spaventose.
L’accordo attuale limita entrambi i Paesi a 700 missili balistici intercontinentali, lanciati da sottomarini e bombardieri pesanti equipaggiati per il trasporto di armi nucleari; 1.550 testate nucleari; e 800 lanciatori “schierati e non schierati”. Pone inoltre limiti alle armi nucleari intercontinentali russe che possono raggiungere gli Stati Uniti e viceversa.
A settembre la Russia ha dichiarato di essere disposta a continuare a rispettare le limitazioni fondamentali del trattato per almeno un altro anno, se Washington farà altrettanto, ma l’amministrazione Trump non ha ancora risposto ufficialmente all’offerta.
Dai vescovi americani è arrivato un invito ad aprire percorsi verso il disarmo. L’arcivescovo Coakley, presidente della conferenza episcopale, ha richiamato le parole pronunciate da Papa Leone XIV nel discorso al corpo diplomatico, che aveva sottolineato la «necessità di dar seguito al New START» e aveva messo in guardia dal «pericolo di tornare a una corsa alla produzione di armi sempre più sofisticate, anche mediante l’intelligenza artificiale».
Negli ultimi anni, il monitoraggio del rispetto delle norme è diventato più difficile. Le ispezioni sono state interrotte durante la pandemia di coronavirus; poi, nel contesto delle crescenti tensioni per l’invasione russa dell’Ucraina, Mosca ha annunciato all’inizio del 2023 la sospensione del suo ruolo nel trattato e ha smesso di fornire i dati e le notifiche richiesti, gli Stati Uniti hanno fatto lo stesso, come ha affermato il Dipartimento di Stato. Al momento non è chiara l’entità dei rispettivi arsenali.
La Russia avrebbe sviluppato nuovi sistemi nucleari, tra cui nuovi missili a propulsione nucleare e un siluro di grandi dimensioni testato alla fine dell’anno scorso. Alcuni dei nuovi sistemi russi esulerebbero dall’ambito di competenza del New START.
Nel frattempo la Cina, pur avendo meno armi nucleari di Stati Uniti o Russia, ha ampliato e modernizzato il suo arsenale con una rapidità non paragonabile a qualsiasi altra potenza nucleare negli ultimi anni.
Una ventina di parlamentari statunitensi hanno firmato una lettera in cui esortano l’amministrazione #Trump ad accettare l’offerta di Putin di continuare a rispettare i limiti del trattato dopo la sua scadenza. Questo, sostengono, “darebbe il tempo necessario per raggiungere un nuovo accordo e prevenire una pericolosa e costosa corsa agli armamenti tra Stati Uniti e Russia.
Intanto i creatori dell’Orologio dell’Apocalisse hanno spostato le lancette di 4 secondi in avanti verso una ipotetica fine del mondo, perché i rischi legati alle armi nucleari, al cambiamento climatico, all’intelligenza artificiale, all’autocrazia, alle tecnologie biologiche e ad altre minacce create dall’umanità stessa continuano a crescere.
Il mondo non è mai stato così pericoloso.
