Giornalismo sotto attacco in Italia

Maledetta, benedetta par condicio

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Nella Gazzetta Ufficiale n.10 del 14 gennaio 2026è stato pubblicato il Decreto del Presidente della Repubblica di indizione dei comizi elettorali per il referendum popolare confermativo sul testo della (contro)riforma della giustizia, che si terrà i prossimi 22 e 23 marzo.

La data potrebbe subire variazioni, se il TAR del Lazio nel giudizio di merito assumesse le ragioni dei promotori della raccolta di firme, ormai ben oltre le necessarie 500.000 firme. Ma, per l’intanto, le urne incombono.

Per i prossimi giorni (ma quando?) dovrebbero essere deliberati i Regolamenti attuativi sia dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sia dalla Commissione parlamentare di vigilanza. Quest’ultima, com’è tristemente noto, è bloccata dall’ostruzionismo della maggioranza. Insomma, la vicenda è intricata. Le forze di opposizione hanno scritto al riguardo alle presidenze di Camera e Senato.

Tuttavia, come sottolinea il comunicato emesso dall’Agcom lo scorso 15 gennaio, la legge n.28 del 22 febbraio del 2000 è in vigore a tutti gli effetti.

L’amata-odiata normativa sulla par condicio è l’ultima -ancorché fragile- trincea democratica contro l’occupazione delle e nelle tante Tele-Meloni che popolano il flusso mediale. Ci si svegli, dunque.

Gli articolo 1 e 2 dettano i principi generali, inequivoci sulle pari opportunità tra i soggetti in campo.

Ma è l’articolo 9 comma1 che va sottolineato perché pare sfuggire, persino sulla base di un rudimentale monitoraggio a occhio in questi giorni: «Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni». Impersonale, ecco. Basta la parola, come diceva un famoso spot pubblicitario.

Le presentazioni del libro del ministro Nordio o le esternazioni dei vari ministri per non evocare le non stop della Presidente non si possono trasmettere. Elementare, vari Watson. Elementare

O secondo il rito trumpiano, le regole non servono più?

La scadenza del referendum assume un ruolo particolarmente significativo, dato il tema sotteso e dato il contesto generale.

Ci si attende che coloro che devono intervenire intervengano davvero. Se no, l’Inferno aspetta nuovi inquilini.


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