Il salario minimo è un’opzione possibile, lo dimostra la legge approvata più di un anno fa dalla Regione Puglia e valevole per i lavoratori impiegati negli appalti pubblici. Il Governo centrale aveva impugnato davanti alla Corte Costituzionale quella decisione ed è uscito sconfitto. Dunque nel territorio della Puglia è vigente la retribuzione minima oraria di nove euro lordi e le imprese che lavorano negli appalti pubblici non potranno scendere al di sotto di quel livello. Si tratta del prima “esperimento” italiano di questo tipo, un modello diverso di economia sostenibile anche dai lavoratori. Il tema è ampiamente dibattuto anche a livello nazionale e il Governo era fermamente contrario, tanto da aver bloccato l’entrata in vigore della legge con ricorso alla Corte Costituzionale che ora lo ha respinto. Il salario minimo d’ora in oi sarà una scriminante per le imprese che partecipano agli appalti pubblici e introduce un criterio pilota per evitare lo sfruttamento dei lavoratori nelle opere e nei servizi pagati con soldi pubblici.
