Sani per questa destra equivale a “stigma”

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Nuove generazioni di italiani “sani”. Questa frase della candidata di Fratelli d’Italia segue le sue stesse affermazioni sulle “devianze” giovanili. Sani, non deviati, e si specifica anche, non obesi, non anoressici, in grado di fare ogni tipo di sport e così via…ma non sentite l’odore acre e devastante della separazione fra la parte eletta dell’umanità e gli altri, gli scarti, gli inutili, gli invisibili, quelli che non producono per la grande società nazionale, gli ultimi, gli anziani, gli invalidi? Non sentite questo senso di marciume ammantato di parole apparentemente accettabili?

Sani. Echi evidenti dei discorsi sulla razza, immagini di libri di scuola della mia generazione dove si raccontava dei bimbi deformi  gettati a Sparta dal Monte Taigeto, a Roma dalla rupe Tarpea, visioni delle devianze della biogenetica.

Non ci vorrà molto, se noi cittadini lo consentiremo, a dare spazio alla ricerca delle “devianze”, alla catalogazione di esse in forme di dossier di cui da tempo certi pezzi della destra italiana già dispone. Non è una esagerazione. Molti potranno dire tranquillamente che poco importa: non bevo non mi drogo, non ho disturbi alimentari, non sono obeso, cammino senza bastoni e senza carrozzina. Alla fine sono fatti che non mi riguardano. È la scrollata di spalle di chi evita di essere sincero con se stesso.

Scatterà inesorabile, se un governo porterà avanti questa strategia, la separazione di fatto fra chi è giudicato “malato” e chi è ritenuto “sano”. Non illudiamoci, sarà così e chi ha consuetudine familiare con persone disabili o gravemente malate sa che è una tendenza che già si sta facendo strada, favorita proprio da tante “grida” politiche degli ultimi anni. E, oltre tutto, agevolata da una pandemia non risolta e da una situazione disastrosa della sanità post Covid.

Vi ricordate quando si indicavano alcuni bambini come “mongoloidi” e tanti adulti come “pazzi”, altri come “spastici” o “storpi”, associando a tutto questo l’idea di un pericolo per gli altri, quelli “sani” appunto. Spesso non studiavano in classe con gli altri, non li invitavano alle feste, non potevano fare sport. Oggi in Italia ci sono quasi 7 milioni in situazioni patologiche di questo tipo.

E’ lo stigma che con ogni destra al potere torna inesorabile perché parte di quella non cultura.

E’ quel che viene mascherato dal ritornello:basta con il politicamente corretto! Nessuno si pone il problema che intere famiglie di persone in quello spettro vengano mortificate e caricate di uno stigma, che giorno dopo giorno potremmo veder diventare un’ingiuria e un metodo di selezione, di allontanamento, di messa al bando non formale ma sostanziale.

Ma le forze politiche che non vogliono questa deriva agghiacciante parlino forte e chiaro, e diano garanzie per il futuro, sapendo bene che nessun diritto è acquisito per sempre, e meno ancora quelli dei più deboli!


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