Centinaia di amministratori a Perugia insieme alla fondazione Perugia Assisi.
Insieme quelli che, da decenni, lottano per la pace, il disarmo, contro la distruzione della legalità internazionale
Donne e uomini che abbiamo incontrato sempre e dovunque: in piazza contro le torture, il genocidio, le invasioni, il terrore, la fame.
Li ricordiamo sotto l’ambasciata russa dopo l’assassinio di Anna Politkovskaja, in Italia si facevano affari nel lettone del dittatore, li ricordiamo nelle piazze per l’Afghanistan, Iran, Iraq, Siria, Congo, Birmania, Turchia, Yemen, corno d’Africa.
Non ricordiamo invece quelli che li infangano, li chiamano pacifinti e pacitonti..
Dove stavano costoro?
Perché tacciono sulla grande alleanza Trump, Putin, Netanyahu, Meloni?
Perché non chiedono per la Palestina le stesse sanzioni e gli stessi aiuti votati, legittimamente, per l’ucraina?
Perché nei dibattiti televisivi vengono regolarmente oscurati quei rappresentanti delle università, della ricerca, delle istituzioni internazionali che sostengono punti di vista diversi sulle guerre, sul riarmo,sul genocidio?
Da Perugia ripartirà il percorso verso la prossima marcia della pace, ma soprattutto ripartirà un percorso di iniziative di lotta e di studio che coinvolgerà centinaia di piazze.
Forse non sarà appetibile per i media, ma esisterà comunque e quei semi daranno frutti.
Articolo 21 ci sarà.
