Era il 1917 quando Antonio Gramsci, 26 anni, in un articolo per il numero unico della rivista ‘Città Futura’, della federazione giovanile socialista del Piemonte, scriveva una delle sue frasi più famose: ‘Odio gli indifferenti”.
Ho trasferito quella durissima condanna ai tempi terribili che stiamo vivendo: genocidio dei palestinesi; il silenzio di importanti organi di stampa sulle drammatiche condizioni economiche e sociali di intere categorie come gli autotrasportatori o i poveri che in numero sempre crescente si rivolgono alle associazioni caritatevoli; i morti sul lavoro che hanno raggiunto la media spaventosa di tre morti al giorno; il pesante condizionamento delle menti più giovani e fragili da parte di martellanti modelli televisivi; le rinunce alle cure perché viene smantellata la sanità pubblica; i femminicidi prodotti da una mentalità patriarcale che non solo non scompare ma a volte sembra rinforzarsi; le violenze contro la natura che producono aria irrespirabile, inquinamenti, mari invasi dalla plastica, colate di cemento su luoghi incantevoli, clima impazzito; promesse tradite; le banche usuraie.
Con quanta indifferenza tutto questo viene tollerato? E fino a quando? Se non si reagisce ora, cosa accadrà il giorno in cui si dovesse consolidare il potere autoritario che questa destra instaura senza apparente contrasto ogni giorno? Cosa potrà avvenire il giorno in cui questa destra potesse davvero contare sullo strapotere di cui potrà disporre se, dopo i terribili decreti cosiddetti sulla sicurezza, passerà anche la legge elettorale truffa del tutto incostituzionale?
Ecco perché non è tollerabile che si tenti di demonizzare quelle centinaia di migliaia di persone che con le loro partecipazioni, le loro presenze fisiche dimostrano d’essere tutt’altro che indifferenti. La destra al potere tenta di fermare tutto con la repressione.
Ma a cosa servirà, anche esercitata contro i violenti, se non sarà accompagnata da iniziative positive, dalla prevenzione, all’ascolto. Dopo l’arresto o il fermo, quando uscirà, il minorenne non sarà diventato un piccolo eroe? E in nome di cosa dovrebbe cambiare? Il tentativo di costruire uno stato di polizia in una democrazia forte come quella italiana, tutelata da una formidabile Carta Costituzionale, giudicata tra le migliori al mondo, è una vigliaccata da mentalità fascista, antidemocratica sui modelli Trump-Netanyahu. Un colpo di stato strisciante che può non interessare gli indifferenti, ma contro il quale devono schierarsi compatti tutti i ferventi democratici.
