In un momento di difficoltà estrema per il giornalismo italiano la segretaria della Fnsi non trova di meglio che denigrare il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti che, secondo Lei, finisce “di seppellire una professione che già vive male”. Apprendiamo quindi che il problema non è costituito dal fatto che il sindacato non riesce da oltre un decennio a rinnovare il contratto di lavoro. Non sono un problema neppure i continui stati di crisi che svuotano gli organici delle redazioni e neanche la disaffezione dei colleghi nei confronti di tutte le forme di rappresentanza di categoria. Quando parla di “svendere la professione” a cosa ci si riferisce?
Quanto affermato dalla segretaria della Fnsi, che interviene nel mezzo di un dibattito aperto sulla riforma dell’Ordine, ci costringe a fare alcune precisazioni.
Costante fa riferimento alla proposta di riforma che il Consiglio nazionale ha votata alla unanimità nel 2023. C’era – e ci sarebbe – tutto il tempo per discutere in forma civile e pacata. Tra l’altro il dibattito in Consiglio è ripreso ed è ancora in corso, vista la novità della legge delega sulle professioni. Sarebbe più opportuno argomentare in maniera civile e ragionata delle proposte che potranno essere portate all’attenzione del Ministero della Giustizia. L’Ordine potrà presentare una serie di punti che riguardano l’accesso alla professione, l’aggiornamento dell’esame di abilitazione, la disciplina e molto altro.
Nel merito, la segretaria si chiede “Cosa significa prevalente? Qual è la caratteristica della prevalenza professionale?”. La risposta è semplice e la può trovare nello Statuto della Federazione della Stampa e delle venti Associazioni regionali di stampa che da oltre vent’anni hanno deciso di organizzarsi proprio così, sulla base della prevalenza del lavoro giornalistico, prendendo atto, della trasformazione del lavoro e della necessità di riconoscere e difendere anche le forme precarie e sottopagate di giornalismo. Quindi, se questa visione è, come da lei affermato, “stravagante”, perché la Fnsi mantiene come cardine della propria organizzazione sindacale e azione di tutela dei lavoratori il concetto di prevalenza? Il mondo del giornalismo è in profondissima trasformazione e serve avere un approccio all’altezza dei tempi. Non sarà la retorica a salvarci, ma la capacità di riflettere in maniera collettiva e unitaria. Gli insulti possono solo mettere a nudo le debolezze e le insicurezze.
Ci auguriamo che il prossimo Congresso della Fnsi possa utilmente lavorare sui temi del rinnovo del contratto di lavoro, sull’equo compenso, sulla necessità di porre un argine al ricorso indiscriminato ai prepensionamenti da parte di editori vecchi e nuovi, sulla necessità di una strategia unitaria da parte di tutti gli organismi di categoria di cui c’è davvero bisogno.
Qui le dichiarazioni della segretaria nazionale della Fnsi
https://www.fnsi.it/ad-aosta-lassemblea-generale-dellasva-costante-prosegue-la-battaglia-per-la-dignita-del-lavoro-giornalistico
