Ilaria Maria Dondi, collega e attivista per i diritti delle donne e contro la violenza di genere, ci regala un saggio significativo: “Reprocidio. Come distruggere un popolo colpendo madri e figli” (UTET editore). Nell’opera, affronta il tema del genocidio ai danni del popolo palestinese da un punto di vista quasi inedito, almeno in Italia: non solo il tentativo di annientare i viventi ma, più che mai, quello di non consentirne la riproduzione, danneggiando ulteriormente un sistema sanitario già al collasso e mettendo in pratica azioni di eugenetica volte a favorire il progressivo sradicamento della gente di Gaza dalla sua terra. Al reprocidio, non a caso, si sommano il domicidio e l’ecocidio. Abbattere le case dei palestinesi, rendere inabitabile il loro territorio, impedire gli aiuti umanitari, ostacolare in ogni modo i soccorsi, costringere i pochi sopravvissuti ad andarsene e proseguire con una strategia di insediamenti illegali che la comunità internazionale ha più volte condannato, senza tuttavia compiere il passo successivo, il più importante, ossia quello delle sanzioni: di questo parliamo e per questo non possiamo che inorridire, denunciare e far sentire la nostra voce. Una notizia, a tal proposito, ci teniamo a darvela: continueremo a farlo anche qualora dovesse essere approvato il Ddl anti-semitismo. La Costituzione e la deontologia professionale, infatti, vengono prima delle smanie censorie in auge da più parti.
