Dialogo intorno al giornalismo lento, ai “pezzi lunghi”, agli incontri con i territori e con le storie che contengono. Una bella abitudine professionale che si è persa ma solo in parte, per fortuna, o per la caparbietà di chi la pratica. Di questo hanno parlato Riccardo Iacona, conduttore e “anima” di Presa Diretta, e Graziella Di Mambro, responsabile legalità di Articolo 21, al Festival dei Teatri d’arte mediterranei di Formia (Latina), diretto da Maurizio Stammati. “Sono entrato in Rai nel 1988, ero giovanissimo, era un’altra Rai e anche io ero diverso da ciò che sono oggi. Ma mi piace ricordare che quella era la tv del servizio pubblico, un luogo plurale. – ha detto Iacona – Sono stato abituato ad andare nei luoghi da raccontare, ricordo ancora uno straordinario viaggio nell’ex Unione Sovietica fatto nel 1989: un paesaggio surreale, gli operai erano rimasti senza lavoro, le città erano in grande difficoltà, vedevi la povertà ovunque. E ricordo i servizi dalla Calabria dei primi anni 90, quella prima delle stragi quando la mafia non era vissuta in Italia come un problema. Andavamo lì, eravamo la Rai e le persone rispettavano noi, il prestigio dell’azienda. Ecco, credo che tutti i giornalisti, tutti noi dobbiamo recuperare credibilità e ciò si ottiene facendo domande, analizzando i dati. Non bisogna fermarsi davanti alle versioni ufficiali. Faccio un esempio, uno dei tanti possibili. Oggi ci dicono che il tasso di occupati in Italia è aumentato ed è vero. Ma che tipo di lavoro è aumentato, in quali settori? Cosa sta crescendo e cosa stiamo perdendo. Stiamo perdendo l’automotive, per esempio. Per fare questo serve tempo, per ascoltare le voci e poi traslarle nei servizi che a loro volta devono essere lunghi. Non puoi raccontare una crisi industriale e il suo contesto in pochi minuti. Questo è ciò che fa un Tg e va bene, ma l’approfondimento ha altri tempi”.
Riccardo Iacona ha poi svelato alcuni dei servizi cui la squadra di Presa Diretta sta lavorando per questa stagione. “Affronteremo molti temi italiani di grande attualità, senza dimenticare gli esteri. Parleremo di energia, di dissesto idrogeologico, di sanità. Vogliamo offrire un sguardo a tutto tondo su nodi che stanno lì da anni e non vengono sciolti”.
Nel corso dell’incontro non poteva mancare una riflessione su Report: “Qui non è il caso di entrare nel merito delle indagini – ha detto Iacona – sull’attentato che, va ricordato, ha avuto Sigfrido Ranucci come vittima. Quello che credo sia davvero importante è non perdere il patrimonio-Report, una trasmissione di spessore, di punta del servizio pubblico, con tanti professionisti”.
