Il Liceo classico «Torquato Tasso» di Roma ospiterà il prossimo 15 aprile, a partire dalle ore 14:15, il convegno dal titolo “La cecità della guerra, la forza della pace”, dedicato alla riflessione sul dramma dei conflitti contemporanei e sulle vie possibili della pace. Ad inaugurare l’evento sarà una conversazione tra il cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e il giurista Luigi Ferrajoli, allievo di Norberto Bobbio e tra i più autorevoli teorici del diritto contemporaneo, autore di testi fondamentali come La Costituzione della Terra, in cui propone un progetto di costituzionalismo globale volto a rafforzare il diritto internazionale e gli strumenti giuridici di tutela della pace. Un dialogo significativo tra un autorevole esponente della Chiesa cattolica e una delle voci più importanti del pensiero laico, a testimonianza della necessità di una convergenza ampia e condivisa sul tema della pace e sul ripudio della guerra. Al convegno prenderanno parte anche importanti personalità del mondo della cultura e dell’informazione, tra cui Luciana Castellina, Stefano Cappellini, Antonio Di Bella e lo scrittore Paolo Giordano, che dialogherà con gli inviati di guerra Lucia Goracci ed Enzo Nucci. Sono previsti inoltre interventi e approfondimenti dedicati al rapporto tra guerra e letteratura, guerra e musica, guerra e psicanalisi. Con questa iniziativa, il Liceo «Tasso» intende proporre un modello di scuola che, senza cessare di essere un rigoroso luogo di apprendimento, sia anche un luogo di formazione di una cittadinanza attiva e consapevole , che non può ignorare l’irruenza nella vita dei giovani di eventi drammatici come quello della guerra. Il convegno intende dare una risposta al bisogno delle studentesse e degli studenti di comprendere la tragedia della guerra che si sta consumando davanti ai loro occhi, nella convinzione che comprendere aiuta a non subire passivamente la violenza degli eventi. Mentre la politica e le sfide drammatiche dell’attualità lacerano le coscienze, dividono, spaventano e disorientano, la scuola della Costituzione, con il suo fermo ripudio della guerra resta, soprattutto per i giovani, una bussola sicura.
