Ogni giorno, in Italia, le persone escono di casa per andare a lavorare e tante di loro non fanno più ritorno, perchè muoiono sul lavoro. Non sono numeri, non sono fredde statistiche: sono vite spezzate, famiglie distrutte, futuri cancellati. È inaccettabile che nel 2026 si continui a morire per lavorare. Dietro a ogni incidente c’è spesso una catena di responsabilità: mancanza di controlli, formazione insufficiente, pressioni sui tempi di lavoro, risparmi sulla sicurezza. Tutti elementi che trasformano il lavoro—che dovrebbe essere dignità e realizzazione—in un rischio quotidiano.
Non possiamo più permetterci l’indifferenza. Serve un impegno concreto e immediato da parte di Istituzioni, aziende e cittadini:
- più controlli rigorosi e frequenti nei luoghi di lavoro;
- investimenti reali nella sicurezza e nella formazione;
- una cultura del lavoro che metta al centro la vita e non il profitto;
- responsabilità chiare e conseguenze certe per chi non rispetta le regole.
Ma serve anche qualcosa di più profondo: un cambiamento culturale. Dobbiamo smettere di considerare queste morti come inevitabili. Non lo sono. Ogni incidente evitabile è una sconfitta per tutti.
Parlarne, denunciare, pretendere sicurezza non è un atto di ribellione, ma di civiltà. È un dovere morale verso chi non c’è più e verso chi ogni giorno continua a lavorare con il diritto di tornare a casa. Non aspettiamo la prossima tragedia per indignarci. Agiamo ora.
08/01/2026 Antonio Formato operaio di 69 anni è morto sul lavoro, per essere caduto da un’altezza di 4 metri a Valdina, in provincia di Messina.
08/01/2026 Pietro Zantonini, vigilante di 55 anni, ogni 2 ore usciva dal gabbiotto per fare la ricognizione al cantiere delle Olimpiadi a Cortina, dove la temperatura era a 15 gradi sotto lo zero.È morto sul lavoro per il freddo causato dalle temperature polari.Lascia la moglie e due figli
09/01/2026 Halili Xhevdet operaio di 59 anni, è morto schiacciato da una pressa negli impianti Sesa a Este in provincia di Padova.Lascia la moglie e due figlie.
10/01/2026 Dario Codeluppi perito industriale di 50 anni, è morto dopo oltre 6 anni, per un infortunio sul lavoro avvenuto il 20 Novembre 2019.Era rimasto coinvolto in un grave infortunio, mentre operava ad una macchina a controllo numerico nella sede della Vetromeccanica a Provazzano di Parma, riportando gravi lesioni neurologiche e cardiache.Lascia una moglie e 3 figli.
12/01/2026 Claudio Salamida operaio di 46 anni, è morto per essere precipitato dal quinto al quarto piano, durante un controllo alle valvole alla ex Ilva di Taranto.Lascia la moglie e un bimbo piccolo.
13/01/2026 Erri Talone operaio di 41 anni è morto schiacciato da un trasformatore di 50 quintali, in un capannone industriale a Piombinara (poco distante da Colleferro).Lascia la moglie e due figlie
24/02/2026 Niko Ulivieri 29 anni, pilota del corpo dei piloti del Porto di Livorno è morto per essere rimasto intrappolato nella pilotina (barca) ribaltata, in seguito allo scontro avvenuto a circa mezzo miglio dall’imbocco del porto.Lascia la moglie e un figlio (sarebbe diventato padre tra pochi giorni).
02/03/2026 Loris Costantino operaio di 36 anni è morto per essere precipitato da una passarella, da un’altezza di 10 metri all’ex Ilva di Taranto.È il secondo operaio morto in poche settimane.Lascia la moglie e due figli.
04/03/2026 Stefano Contiero imprenditore di 51 anni è morto per essere caduto da un tetto da un’altezza di metri, mentre installava dei pannelli fotovoltaici a Saonara in provincia di Padova.Lascia la moglie e due figli.
