Dario Fo è stato un gigante, il re dei guitti, un giullare di carattere medievale, in grado, con la sua ironia, di sferzare il potere e metterlo costantemente in discussione (alcune di queste riflessioni sono tratte dalla motivazione del Premio Nobel per la Letteratura che gli venne conferito nel ’97 dall’Accademia di Stoccolma); tuttavia, è stato anche un uomo e un padre. E noi, in compagnia di Jacopo Fo, abbiamo deciso di raccontarne anche il lato privato, gli aspetti meno conosciuti, le caratteristiche che non si vedevano sul palco, i sogni e le speranze di un personaggio unico pure nella vita di tutti i giorni. Ne è venuto fuori un dialogo iper-politico: a tratti anche aspro, a tratti anche complicato ma proprio per questo intenso, particolare, in grado di far rifiorire il pensiero critico e restituirgli una speranza.
Dario Fo, mio padre – Intervista con Jacopo Fo
Infine Genova, di cui quest’anno si ricorda il venticinquennale: uno spartiacque generazionale, un evento globale e un ricordo dolorosissimo su cui abbiamo discusso, proprio come sul resto, convincendoci reciprocamente che ancora una volta ne sia valsa la pena.
P.S. L’ultima puntata, e direi l’intera intervista, è stata dedicata alla memoria di David Riondino, scomparso oggi all’età di settantatré anni. Un dolore immenso, che purtroppo non si rimarginerà.
