Giornalismo sotto attacco in Italia

Treno infernale per l’angelo rosso – di Franck Thilliez

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Un thriller dalle atmosfere nerissime e dal ritmo incalzante, in cui l’assassino e il poliziotto si inseguono in una macabra spirale di morte e violenza.

Il male ha radici profonde e Franck Thilliez è il chirurgo incaricato di scarnificarle. Dopo ventidue anni, torna finalmente in libreria — per la collana Darkside di Fazi Editore (€19,50 – 386 pp.) — lo sfolgorante romanzo d’esordio che ha ridefinito i confini del thriller d’Oltralpe. In una veste rinnovata, con la traduzione inedita di Daniela de Lorenzo e un messaggio speciale dell’autore, “Treno infernale per l’angelo rosso” ci riporta nell’abisso dove tutto è iniziato.

Dimenticate gli eroi invincibili. Il commissario Franck Sharko è un uomo in frantumi, un’anima spezzata che cammina sul baratro della follia. Sua moglie Suzanne è svanita nel nulla sei mesi fa: nessuna traccia, nessun riscatto, solo un silenzio assordante che divora ogni speranza.

Richiamato in servizio dopo un lungo congedo, Sharko viene scaraventato in un caso che sembra riflettere il suo inferno personale. In una casa isolata alle porte di Parigi, viene rinvenuto il cadavere di una donna sospeso a mezz’aria tra corde e ganci, mutilato e ricomposto in una posa che sfida l’umano. La scena del crimine è asettica, glaciale, e gli unici, microscopici indizi conducono nelle paludi della Bretagna, verso un sottobosco di depravazione inimmaginabile.

Tra club sotterranei e l’inquietante realtà del vampirismo moderno, Sharko non combatterà da solo. Al suo fianco: Elisabeth Williams, psicocriminologa dal carisma d’acciaio, Thomas Serpetti, genio dell’informatica, e Dudù Camelia, un’anziana guyanese dai poteri mistici le cui visioni squarciano il buio dell’indagine.

Thilliez non scrive un semplice poliziesco: spalanca le porte di un inferno metropolitano fatto di sangue e ossessioni. Con una precisione chirurgica e quasi clinica, l’autore indaga la trasformazione del dolore in violenza, trascinando il lettore in una spirale claustrofobica dove l’orrore è fisico, viscerale, quasi splatter.

Il “treno infernale” del titolo è la metafora di una corsa inarrestabile verso una verità nichilista. Nonostante sia un’opera prima, Thilliez domina già i temi scientifici e psichiatrici che lo hanno reso un maestro indiscusso, consegnandoci un finale che è un autentico pugno nello stomaco.

Oggi Sharko è la colonna portante del giallo europeo, un moderno Sherlock Holmes con molta più rabbia e nicotina. Ma è qui, in queste 386 pagine di pura adrenalina che la sua leggenda ha avuto inizio.

Riuscirà Sharko a stanare lo spirito vendicatore che vuole ricostruire l’Inferno in Terra, o l’oscurità lo inghiottirà prima che possa ritrovare la sua Suzanne?

«Intuivo di avere a che fare con un nuovo tipo di assassino, un animale intelligente, raffinato e demoniaco… Un ragno velenosissimo, pronto ad attaccare alla minima vibrazione di un filo di seta». — Franck Thilliez


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