È stato siglato oggi dalla rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, dal Cardinale Vicario Baldo Reina della Diocesi di Roma e dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, il protocollo di intesa che prevede una serie di agevolazioni per le studentesse e gli studenti di Gaza. I ragazzi e le ragazze potranno studiare alla Sapienza, alloggiare nelle residenze universitarie della Diocesi di Roma e frequentare le scuole di italiano per stranieri della Comunità di Sant’Egidio.
“Sin dall’inizio dell’escalation militare su Gaza, Sapienza ha ritenuto di non potersi limitare a prese di posizione formali. Di fronte a una crisi umanitaria che colpisce in modo drammatico la popolazione civile, e in particolare bambine e bambini, un’università pubblica – ha dichiarato la rettrice Antonella Polimeni – ha il dovere di agire, mettendo a disposizione competenze, strutture e comunità. In questi mesi abbiamo scelto di prenderci cura delle persone: offrendo assistenza sanitaria ai piccoli pazienti provenienti da Gaza attraverso il Policlinico Umberto I, garantendo continuità alla formazione di studentesse, studenti e docenti palestinesi, attivando borse di studio e percorsi di accoglienza perché il diritto allo studio non venga cancellato dalla guerra. L’accordo che firmiamo oggi rafforza questo impegno e lo fa attraverso una rete fondata sulla responsabilità condivisa, insieme alla Diocesi di Roma e alla Comunità di Sant’Egidio, che ringrazio per la collaborazione e la sensibilità dimostrate. È un’ulteriore azione concreta a favore dei giovani di Gaza: prendersi cura, per Sapienza, significa coltivare futuro, e farlo insieme è l’unico modo per renderlo possibile”.
“La Chiesa di Roma è lieta di mettere a disposizione le sue strutture per i giovani palestinesi che cercano di costruire un futuro diverso dalla guerra – ha dichiarato il Cardinale Vicario Baldo Reina – ed è lieta di collaborare così fruttuosamente con Sapienza e con la Comunità di Sant’Egidio. Distruggere è un’operazione molto veloce, ricostruire richiede pazienza. Abbiamo ascoltato tantissime cattive notizie nei mesi passati. Oggi finalmente una buona notizia. La buona notizia è che le istituzioni qui convenute abbiano scelto di stare dalla parte di chi ricostruisce. Insieme si può ripartire”.
In particolare, Sapienza Università di Roma ha già stanziato borse di studio per tutte le studentesse e tutti gli studenti palestinesi risultati idonei nel bando a loro dedicato per l’a.a. 2025-2026; li sosterrà altresì per tutto il corso di studi con attività di orientamento e tutorato accademico garantirà, tramite DIscoLazio, l’accesso gratuito alle mense universitarie e fornirà supporto e servizi tra cui il Centro di Counselling di Ateneo.
La Diocesi di Roma ospiterà gratuitamente tutti gli studenti in residenze universitarie dal momento del loro arrivo in Italia fino al 31 marzo 2029, con possibilità di estensione per altri 12 mesi per la discussione della tesi di laurea; si impegna inoltre a orientare alle attività extra-accademiche e coordinare azioni di supporto per l’inclusione sociale, tramite anche la Cappellania della Sapienza.
La Comunità di Sant’Egidio offrirà ai giovani studenti la frequenza di un corso di lingua italiana presso la propria sede di piazza Santa Maria in Trastevere o presso altra sede che si possa configurare come più conveniente per i beneficiari del progetto.
“Con la firma di questo protocollo si offre un’opportunità di futuro a 18 studenti e studentesse palestinesi. Per loro realizzeremo quello stesso percorso dei corridoi umanitari che coniuga accoglienza e integrazione ed è già riuscito a portare in Italia oltre 8mila persone da diversi Paesi in guerra. Ma la firma di oggi è anche un segnale di speranza e di pace, che risponde in maniera concreta a un sentimento diffuso nella società italiana, che di fronte alla sofferenza di Gaza ha espresso solidarietà alla popolazione palestinese”. Così dichiara Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio.
