Giornalismo sotto attacco in Italia

Proteste UsigRai: la Rai tace l’Unirai ne fa le veci 

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In 23 anni di lavoro in Rai, sempre iscritto all’UsigRai, saltuariamente anche con incarichi dirigenziali, non mi era mai capitato di assistere a quanto accaduto oggi nei Tg dell’Azienda. Come cittadino ho reagito incredulo, come ex dipendente mi sono vergognato.

In chiusura delle edizioni è stato fatto leggere il comunicato dell’Usigrai con il quale si annunciava che i redattori avrebbero tolto la firma dai pezzi per solidarietà con i colleghi di Raisport che, subito dopo la disastrosa telecronaca della giornata di apertura delle Olimpiadi, avevano diffuso un documento di protesta, censurato dall’Azienda la quale non ne aveva consentito la diffusione nei canali informativi. “Nonostante le immagini di Raisport e della Rai siano state gravemente danneggiate, nulla è avvenuto. Continueremo a difendere l’autorevolezza dell’informazione Rai per garantire a voi cittadini un servizio pubblico di qualità” ha scritto l’UsigRai.

Conoscendo le dinamiche aziendali mi aspettavo la risposta dell’Azienda. Invece, cosa mai accaduta prima, neppure negli anni in cui all’UsigRai si contrapponeva, in modo duro ma leale, l’allora SingRai, chi si è premurato di rispondere con il beneplacito dei dirigenti Rai? l’UniRai, che generosamente potremmo chiamare il sindacato giallo, ma che evidentemente intende andare ben oltre. Ecco cosa ha  diffuso, dopo aver esaltato il lavoro che l’azienda sta facendo sulle Olimpiadi: “Per questo diciamo no a proteste strumentali e chiediamo invece all’azienda, dopo il grande impegno delle Olimpiadi, la presa in carico della problematiche editoriali e di lavoro di Raisport”.

Una guerra professionale o il totale adeguamento al volere dei dirigenti, tanto da farne le veci? Proteste strumentali da parte di chi, raccogliendo l‘indignazione di milioni di telespettatori, ha segnalato un disastro senza precedenti? O piuttosto è l’accorato appello di lavoratori seri che non solo credono nella qualità del loro lavoro, ma pretendono anche che l’azienda quella qualità difenda adeguatamente?

Il silenzio della Rai su tutta la brutta faccenda è davvero preoccupante. Importa o no la qualità del servizio? I netti cali d’audience vorranno dire qualcosa per cui intervenire per invertire la rotta; oppure sono strumentali a chi fa di tutto per uccidere lo storico servizio pubblico radiotelevisivo che ha concorso alla crescita culturale e democratica del Paese?


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