Giornalismo sotto attacco in Italia

Perché votare no al referendum? Per evitare la sottomissione dei giudici ai politici

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Sul referendum per la separazione delle carriere dei giudici, è molto più complicato spiegare perché votare no, rispetto al sì. Il motivo è semplice: le fregature del referendum sono nascoste. Quelli che sono per il sì, se la cavano dicendo che è solo per evitare cambi di funzione dei magistrati (ad oggi, rarissimi). Invece, chi deve motivare il no, deve far capire le conseguenze ”a grappolo” del referendum, che parte innocuo e poi diventa devastante, fino a provocare l’impunità della casta politica, il vero obiettivo di tutto questo marchingegno, con la sottomissione dei giudici ai politici.
Cosa che astutamente non sta scritta nel referendum, ma che si deduce dalla combinazione degli effetti della vittoria del sì. Ovvero, un mix di indebolimento dei magistrati e di potenziamento dei politici nella programmazione della giustizia e disciplina interna. Ecco allora spiegato il furioso impegno per il sì dei i politici (prevalentemente di destra) per ottenere un risultato clamoroso solo per loro – l’impunità – visto che la vittoria del sì non porterebbe vantaggi ai giudici (stessi stipendi), né ai cittadini (stesse cause eterne).

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