Giornalismo sotto attacco in Italia

Perché quanto accaduto a Rogoredo rappresenta una narrazione da nascondere in vista del referendum

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Volete scommettere che i fatti drammatici e vergognosi di Rogoredo non avranno un centesimo dello spazio dedicato dal Polo Raiset a Garlasco o alla casa nel bosco?

I primi dati dall’osservatorio promosso dai costituzionalisti per il No rivelano la sproporzione tra le rappresentazioni mediatiche delle posizioni del Sì e del No. Quei dati rappresentano solo una parte della realtà, perché la campagna per il Sì si svolge fuori dagli spazi previsti dalle norme, perché non conteggia la propaganda che, in modo surrettizio, segna tutti i programmi di cronaca sociale dedicati a Garlasco o alla casa nel bosco, dove il giudice cattivo “nemico del popolo” è il vero bersaglio da indicare al pubblico disprezzo.

Quanto è accaduto a Rogoredo rappresenta invece una narrazione da negare e da nascondere. Come lo racconti il poliziotto eroe che invece taglieggiava, minacciava, disonorava la divisa? Cosa resta delle parole irresponsabili del ministro che lo aveva già assolto invocando il disprezzo verso ”il barbaro straniero?” E che dire degli imprenditori della paura che già urlavano, gridavano, promuovevano la caccia agli untori? Se non ci fossero stati inquirenti liberi e indipendenti, cosa sarebbe accaduto? Come spiegare che i medesimi invocavano e invocano lo scudo penale per gli eventuali reati commessi dalle forze di polizia?

Allora diventa più comprensibile perché il presidente del Senato, quello con il busto del duce in casa, cerchi di buttare la palla in tribuna e, nelle stesse ore, faccia un comico video per chiedere alla Rai di risarcire il suo amico Andrea Pucci e di invitarlo comunque a Sanremo. Dietro tanta arroganza e insipienza si nasconde il terrore per un No che continua a crescere, nonostante imbrogli, censure, oscuramenti.

Gli ultimi 15 giorni segneranno il punto più basso della loro campagna referendaria: bisognerà rispondere colpo su colpo, perché non è in gioco la sorte di un pugno di “toghe rosse”, ma della Costituzione antifascista, antirazzista, solidale e inclusiva. Quella che vollero, a larghissima maggioranza, madri e padri costituenti.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/25/referendum-giustizia-rogoredo-propaganda-censura-news/8304109/


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