Sono in tutto 13, per il momento, i cadaveri senza nome ritrovati a riva o sulle spiagge di Calabria e Sicilia. Potrebbero diventare 14 o anche di più. Impossibile saperlo adesso. Morti senza disturbare. Morti mentre i titoli principali dei telegiornali erano dedicati ad un comico che si è ritirato da Sanremo. In queste ore il mare tra la Calabria e la Sicilia continua a restituire corpi senza vita, in avanzato stato di decomposizione, spesso a pezzi. Da una ricognizione fatta dai giornalisti del posto se ne contano almeno tredici di cadaveri emersi nella settimana tra il 6 e il 17 febbraio. Gli ultimi tre sono stati recuperati sulle coste di Vibo Valentia e poche ore prima altri resti umani sono stati individuati a Scalea e altri otto in Sicilia, di cui cinque a Pantelleria, uno a San Vito Lo Capo, uno a Marsala e uno a Trapani. Forse ce ne è anche un nono. E’ ciò che resta, o meglio ciò che finora sappiamo, dei danni fatti dal ciclone Harry alle barche di migranti dirette in Italia. Quante erano, chi c’era a bordo? Si sa pochissimo. Le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani hanno aperto dei fascicoli. E’ possibile che vi siano stati dei naufragi durante i giorni del ciclone. I barconi con a bordo i migranti partiti dalla Tunisia la terza settimana di gennaio sarebbero stati otto. Non ci sono immagini, non ci sono tracciati utili a capire ma solo quei corpi restituiti dal mare. Un’altra strage ma invisibile, “grazie” al ciclone.
