Giornalismo sotto attacco in Italia

Giulio dieci anni dopo – Intervista con gli autori di “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” 

0 0
Dieci anni fa, veniva fatto ritrovare al Cairo il corpo martoriato di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso da alcuni membri dei servizi segreti egiziani, probabilmente dopo essere stato tradito da una delle sue fonti. In questi dieci anni è cambiato quasi tutto e, ahinoi, quasi tutto in peggio. Una generazione, però, ha deciso di uscire dal silenzio. Sono le ragazze e i ragazzi dell’onda gialla, dei braccialetti che chiedono verità e giustizia, dell’universo che si ritrova ogni 25 gennaio a Fiumicello per sentirsi ancora una comunità in cammino e del mondo della cultura, dell’informazione e del cinema che ha deciso di non arrendersi alla barbarie e all’indifferenza che segnano drammaticamente il nostro tempo. È in questo milieu che è nato “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo”, il film documentario ispirato da una frase della madre di Giulio e realizzato da Simone Manetti, con il soggetto di Matteo Billi ed Emanuele Cava e il montaggio di Enzo Pompeo (casa di produzione: Fandango). Manetti, Billi e Pompeo sono stati nostri ospiti, raccontandoci in un’intervista intensa e profonda la loro esperienza personale, il loro viaggio nell’immaginario di un cittadino del mondo, di un ragazzo che parlava cinque lingue, di una famiglia anti-fascista e attenta a ciò che accade ben al di là del proprio cortile e di una collettività che ha scelto, nonostante tutto, di rimanere tale. Non a caso, una delle testimonianze più appassionanti è quella dell’avvocata Alessandra Ballerini, un’icona del civismo, una testimone del tempo, protagonista di alcuni dei processi più scottanti degli ultimi vent’anni: dal G8 di Genova ai casi Regeni, Rocchelli e Paciolla, senza dimenticare la vicenda di Alberto Trentini, per fortuna conclusasi nel migliore dei modi.
Non è solo un film, dunque, ma un incontrarsi, un ritrovarsi, un prendersi per mano e un non rassegnarsi all’abisso nel quale purtroppo, come detto, siamo sprofondati. Perché Giulio, mai come ora, siamo noi: una generazione cui è stato tolto praticamente tutto e che si aggrappa a ogni scialuppa per navigare in questo mare di crudeltà e disillusione.
Giulio Regeni, dieci anni dopo. La politica è degradata sempre di più, la cultura non ne parliamo, anche il cinema non se la passa tanto bene eppure resistiamo. Per rendergli omaggio e provare a costruire, comunque, un domani.

Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.