Michele Albanese era dal 2014 nel mirino della ‘Ndrangheta per la sua precisa conoscenza del fenomeno mafioso, delle sue capacità di infiltrarsi nell’economia legale. Per questo, pochi mesi prima di me, finì sotto scorta. Da quel giorno Michele – nonostante le minacce – ha continuato a raccontare, a stare accanto alle colleghe ed ai colleghi, esercitando per diversi anni il ruolo di responsabile Legalità della Fnsi. Alla moglie Melania ed alle due figlie Maria Pia e Michela le condoglianze e la vicinanza più grande da parte di Articolo21 e mia personale.
Ciao Michele, che la Terra ti sia lieve.
