Il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, ha chiamato nei giorni scorsi la famiglia di Alberto Trentini. Nella telefonata con Armanda Colusso, la madre del cooperante italiano, Zuppi ha manifestato la vicinanza e l’auspicio che la vicenda possa trovare presto una soluzione. Sulla detenzione di Trentini (incarcerato da oltre 400 giorni in Venezuela) nei giorni scorsi era tornato anche don Luigi Ciotti, presidente di Libera, parlando di «rapimento ». Per Ciotti infatti «non possiamo parlare di arresto e detenzione perché Alberto formalmente non è accusato di nulla. Del resto, non ha commesso nessun reato. È a tutti gli effetti un prigioniero politico, rapito da un Paese straniero come merce di scambio per interessi del proprio governo». Ciotti ha ricordato che «altri ostaggi sono stati rilasciati, anche di Paesi apertamente ostili al governo venezuelano. È il momento di dimostrare che l’Italia ha una credibilità internazionale e sa farla valere».
Per tenere alta l’attenzione sulla sorte di Trentini, il primo gennaio la città Assisi aveva simbolicamente aperto il nuovo anno con una mobilitazione a lui dedicata, su iniziativa di Articolo 21 (con il suo coordinatore nazionale, Beppe Giulietti) e del sindaco di Assisi, Valter Stoppini. «Ora più che mai urge un’azione decisa ed efficace del governo per riportare a casa Trentini. Dalla nostra Regione, terra di pace e di speranza, gridiamo a gran voce, unendoci ai tanti autorevoli appelli arrivati in questi giorni tra cui quello del presidente Sergio Mattarella, affinché il nostro governo si imponga per il rilascio», sono state le parole della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.
Per tenere alta l’attenzione sulla sorte di Trentini, il primo gennaio la città Assisi aveva simbolicamente aperto il nuovo anno con una mobilitazione a lui dedicata, su iniziativa di Articolo 21 (con il suo coordinatore nazionale, Beppe Giulietti) e del sindaco di Assisi, Valter Stoppini. «Ora più che mai urge un’azione decisa ed efficace del governo per riportare a casa Trentini. Dalla nostra Regione, terra di pace e di speranza, gridiamo a gran voce, unendoci ai tanti autorevoli appelli arrivati in questi giorni tra cui quello del presidente Sergio Mattarella, affinché il nostro governo si imponga per il rilascio», sono state le parole della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.
