Giornalismo sotto attacco in Italia

Ettore Scola, artista crossmediale

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Il 19 gennaio del 2016 ci lasciava Ettore Scola, lucidissimo e attivo fino alla fine, come accade a coloro la cui passione prevale sullo scorrere del tempo.

Si è detto e scritto con cura in questi giorni su di un protagonista assoluto della cultura italiana, e non solo. La variegata e ricchissima figura del rinomato autore è stata tratteggiata nelle giornate a lui dedicate a Trevico – il paese dove nacque nel 1931 – dal 7 al 9 agosto scorso a cura dell’Associazione IrpiniaMia, delle figlie Paola e Silvia con il nipote Marco Scola di Mambro, nonché di Marta Rizzo, Fabio Ferzetti e Vittorio Giacci. A quest’ultimo si deve un volume importante (Ettore Scola, L’ultimo enciclopedista, Roma, Bulzoni editore,2023), in cui si tratteggia con metodo e rigore la dimensione crossmediale di un artista assai versatile e capace di percorrere il disegno e i fumetti, i film storici come quelli più inclini alla commedia dolce e amara insieme, gli affreschi sociali senza età, le differenti stagioni della politica dei comunisti italiani.

Ci ha regalato numerosi capolavori assai celebrati, da C’eravamo tanto amati, a La terrazza, a La Famiglia, fino al capolavoro dei capolavori, Una giornata particolare, passando per tantissimi titoli sempre efficaci pure nei casi meno acclamati dove – però – si agiscono temi profondi come il rapporto tra padre e figlio, il mutare del mondo, il razzismo o le leggi razziali. La forza narrativa derivava dal lungo e faticoso lavoro di scrittura per opere di registi già famosi quando lui era giovane (Il sorpasso, per dire) e di fissazione delle immagini attraverso i disegni: tanto da rendere i film delle sequenze ricche di rimandi letterari e artistici.

Insomma, Scola è stato sia un autore, sia un regista, sia uno sceneggiatore, intrecciando forme e modalità espressive nella tradizione italiana spesso divise e sconnesse. Un artista «totale». Non solo. Scola ha avuto un impegno civile e politico di prim’ordine. Ministro «ombra» della cultura per il Pci a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e i Novanta del secolo passato, ha svolto un ruolo tutt’altro che formale. Con Citto Maselli, Gillo Pontecorvo (cui si aggiungerebbero volentieri decine di ulteriori nomi) costituiva una sorta di gruppo dirigente di un’area vastissima, in parte organizzata dall’allora significativa Associazione degli autori (Anac), che influiva enormemente sulle linee generali di un settore via via cambiato. Scola inseguiva il sogno di promuovere un convegno coraggioso che sapesse descrivere i mutamenti dei poteri e della formazione del consenso. Era un argomento di riunioni chiamate «la cellula», cui partecipava sempre la serissima consorte Gigliola Fantoni dallo sguardo talvolta un po’ distaccato ma affettuoso verso quel drappello di rivoluzionari tranquilli che sedevano nel salotto di famiglia.

Eppure, quel clima culturale segnò un’età probabilmente non riproducibile, perché certi legami indissolubili tra ideali e pratiche oggi sembrano un bellissimo sogno di un passato che non torna. Peccato che la agguerrita ironia di Scola non abbia potuto confrontarsi con i vari Giuli e Sangiuliano. Il mondo di coloro che si cimentano con la creatività avrebbe una tutela che non c’è. E non c’è non unicamente per la fragilità dei partiti o delle organizzazioni che dovrebbero occuparsene, bensì per l’inquietante egemonia di una destra autoritaria e volta ad imporre uno straziante pensiero unico.

Si parlava in quella «cellula» di come le piattaforme digitali stessero per ridurre il cinema ad un mero riempitivo dei palinsesti e dei rischi di tecnologie velocissime non governate da una scienza democratica. Si dibatteva con interesse e qualche tragicità della crisi, ma Ettore Scola aveva una capacità ineguagliabile di tradurre il tutto in dialoghi densi di dolce sarcasmo. Sembrava di essere in un film, con gag e battute che si ripetevano ogni volta, per significare che la realtà è molto cupa ma da prendere pure con una risata irriverente. Chissà quante battute gentilmente dure con Federico Fellini, nel Pantheon dei grandissimi.

Fonte: https://ilmanifesto.it/ettore-scola-artista-crossmediale?t=LiIimGFRJ3804WgS4ED0m


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