Uno dei componenti della Commissione antimafia, il senatore del Pd Walter Verini, interviene sulla bozza di relazione inerente il caso Striano e dice apertamente, in dissenso con il contenuto del rapporto, che la “destra manganella il giornalismo in questo modo, indicando alla stampa il recinto entro cui stare, come fanno i regimi”. E Verini annuncia opposizione con la presentazione di un testo alternativo.
“In pratica – dice Verini in una dichiarazione fatta al Domani – si pretenderebbe di indicare alla stampa il perimetro in cui muoversi. Come, del resto, di indicare alla magistratura le priorità dell’esercizio dell’azione penale, che non sarebbero la corruzione, i reati contro la pubblica amministrazione, ii reati associativi. E’ un crinale pericoloso. Il giornalismo d’inchiesta può e deve essere ‘urticante’ verso tutti i poteri. Non deve violare l’equilibrio costituzionale tra diritto alla riservatezza e interesse pubblico all’informazione, ma quando si parla di poteri politici, personaggi pubblici che rappresentano ii cittadini, a prevalere deve essere l0’interesse pubblico all’informazione”. Il senatore Veri avanza anche una serie di domande alla presidente del consiglio, Giorgia Meloni, sul perché a distanza di tanti mesi ancora non si è avuta una risposta concreta su chi e perché ha spiato i giornalisti di Fanpage, su quanto accaduto a Sigfrido Ranucci. E poi invita la Commissione Antimafia ad occuparsi con maggiore frequenza e rigore dei temi per cui esiste, ossia la criminalità organizzata, i beni confiscati, il pericolo di infiltrazione nella politica, il riciclaggio di denaro.
