A casa di Alberto Trentini al Lido di Venezia sono ore di attesa e speranza dopo mesi di appelli inascoltati per la liberazione di Alberto. Dopo la mossa del governo venezuelano e la scarcerazione giovedì dei primi due italiani – Luigi Gasperin e Biagio Pilieri – la tanto attesa notizia della liberazione del cooperante detenuto nel carcere El Rodeo I di Caracas e degli altri connazionali detenuti non è ancora arrivata.
Dunque meglio essere prudenti. In conferenza stampa la premier Giorgia Meloni si è detta “fiduciosa” per la liberazione del 46enne, assicurando che il governo italiano “si occupa della vicenda Trentini da 400 giorni” e che continuerà a farlo “mobilitando tutti i canali politici, diplomatici e di intelligence”.
“Intanto un grazie alla presidente del Venezuela Rodriguez nella speranza che voglia mettere fine, il prima possibile, alle paure e alle ansie della famiglia Trentini”, ha detto in queste ore Giuseppe Giulietti, coordinatore di Articolo 21 e da subito fautore della campagna per illuminare la storia di Alberto, la sofferenza dei genitori e la palese ingiustizia della sua detenzione senza alcun motivo dichiarato che dura da oltre 400 giorni”
“Il governo italiano ha finalmente scritto a quello venezuelano, ore di ansia e speranza a casa Trentini”, ha sottolineato Giulietti.
