La nostra Storia più difficile vista in nel pomeriggio di Articolo 21 attraverso due rappresentazioni teatrali che hanno reso omaggio alle vittime del fascismo e del neofascismo. La prima, “Io so” di Elena Ruzza è stata un viaggio attraverso il dolore fisico, singolo e collettivo, umano e sociale della stragi, un’analisi emotiva ed emozionante di quegli anni, analizzati anche attraverso le scelte delle politica, scandagliando le perversioni dei depistaggi e percorrendo il burrone che poteva portare l’Italia sull’orlo di un golpe, sfiorato due volte. Uno “spettacolo” duro, mozzafiato, quello di Elena Ruzza che ha raccolto un lungo applauso del pubblico che si è alzato in piedi per manifestare l’apprezzamento verso una rappresentazione per molti aspetti necessaria.
La seconda performance artistica è stata curata da due studenti del liceo Tasso di Roma che hanno portato in scena la storia, le lettere, il pensiero, il sacrifico di Piero Gobetti di cui il prossimo febbraio ricorreranno i cento anni dalla morte. E’ stato un intellettuale, un dissidente del fascismo e ha pagato un prezzo altissimo, la sua vita.
Nella foto di apertura gli studenti del Passo e sotto Elena Ruzza

