CasaPound va sciolta usando la Legge Anselmi, n. 17 del 1982, ed i suoi beni vanno confiscati. Il libro di Paolo Berizzi rivela in maniera precisa la sussistenza delle condizioni di applicabilità: da Torino, il 26 Novembre, lanceremo una petizione.
Cosa c’entrano quelli di Casa Pound, i fascisti del terzo millennio per loro stessa ammissione, con la legge Anselmi scritta di corsa per re-agire alla scoperta fatta dai magistrati Colombo e Turone degli elenchi (parziali) della Loggia P2 a casa del venerabile Licio Gelli (che ha fatto anche cose buone secondo il Ministro della Giustizia, Nordio)?
Secondo l’articolo 1 della legge, che una manina provvidenziale in guanto bianco e grembiulino ritoccò al momento giusto rendendola pressoché inoffensiva, si legge: “Si considerano associazioni segrete, come tali vietate dall’articolo 18 della Costituzione, quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità ed attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici,
nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”.
La norma che pretese di dare attuazione all’articolo 18 della Costituzione, nacque male, contraddicendo la Costituzione medesima, dal momento che per l’articolo 18 le associazioni segrete sono proibite, punto e basta, senza cioè che rilevi e che si debba provare l’attività “diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali”, ma tant’è e chi ha provato negli anni a farlo notare e a lavorare per la correzione di questo significativo tradimento, se l’è vista brutta (parlo per esperienza personale).
Resta però, sempre nell’articolo 1 della Legge, una definizione intelligente e comprensiva del concetto di segretezza. Per tanto, quando è possibile considerare “segreta” una associazione? Anche quando renda “sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci”.
E qui viene in soccorso il Libro segreto di Casapound del coraggioso Paolo Berizzi, il quale nell’illuminare l’universo dei finanziatori di Casapound, e chi più dei “finanziatori” può considerarsi “socio”, ne denuncia la segretezza. Ma lasciamo parlare la gola nera e profondissima cui Berizzi si è affidato per definire gli “Unici” cioè i finanziatori occulti: “Un circuito interno riservato. Una specie di corpo nel corpo di Cp, di cui gli altri – militanti e simpatizzanti – dovevano rimanere all’oscuro”.
Più chiaro di così!
E per una volta anche la parte contro-costituzionale dell’articolo 1 della legge Anselmi non sarà un problema, giacché una organizzazione militante che si autodefinisca fascista è certamente finalizzata ad interferire con l’attività di tutti gli organi costituzionali della Repubblica italiana in quanto organi generati da una Costituzione anti-fascista, che proibisce per altro la ricostituzione in qualunque forma del disciolto partito fascista con la XII disposizione transitoria-finale.
Come a dire: se proprio non si vogliono prendere provvedimenti contro Casapound in quanto organizzazione dichiaratamente fascista, il che non cessa di interrogarmi sulla profondità irrisolta delle collusioni tra “pezzi” di Stato e neo-fascismo, si potrebbero prendere in quanto organizzazione segreta che viola il dettato della Legge Anselmi.
A Torino mercoledì 26 novembre dalle ore 18:30 presso Binaria, il centro commensale del Gruppo Abele, presenteremo il libro insieme all’autore, Paolo Berizzi, e ad una nutrita rappresentanza della società civile torinese: dall’ANPI alla CGIL passando per l’Ordine dei giornalisti, Libera-ACMOS, Riforma, UNI.TO. ed il centro culturale protestante. Sarà questa anche l’occasione per lanciare una petizione “Casapound: basta la legge Anselmi!” e firmare un esposto: non mancate!
