Giornalismo sotto attacco in Italia

Buio su Gaza. E sull’umanità

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Trump e Netanyahu non hanno vinto, hanno stravinto. Il mondo ha perso, l’umanità ha perso, è sprofondata in un buco nero di cui solo la storia chiederà il conto.

La finta tregua a Gaza ha dato il risultato che il presidente americano e il governo israeliano volevano: il silenzio su Gaza. E soprattutto il buio.

Invano tutte le organizzazioni dei giornalisti di gran parte dei paesi europei chiedono da settimane di potere entrare a Gaza anche scortati dall’ONU, anche “embedded”, ma nessuno risponde. Le luci su Gaza si sono spente volutamente, con una scientifica ferocia che impedisce ancora al mondo di vedere, finché tutto non sarà spianato, livellato, prese le ossa dei morti come materiale di ricostruzione, allontanati anche i bambini senza gambe e senza braccia, distrutti i resti dei pochi macchinari sanitari rimasti.

Emergency e Medici senza Frontiere sono le uniche fonti autentiche che ancora riescono a mandare qualche notizia dalla Striscia, che si possono riassumere così.

Strade allagate, tende distrutte, rifugi di fortuna invasi dall’acqua. Le intense piogge e le forti raffiche di vento che si sono abbattute su Gaza nelle ultime ore si abbattono su una popolazione già allo stremo. Migliaia di famiglie non hanno più un riparo, proprio mentre l’inverno si avvicina.

Secondo UNHCR, almeno 259.000 famiglie palestinesi – quasi 1 milione e mezzo di persone – necessitano di assistenza immediata per un rifugio d’emergenza.

Ma i materiali restano bloccati ai valichi di ingresso: tende, kit per la sigillatura e l’intelaiatura, biancheria da letto, set da cucina e coperte – per un totale di 4.000 pallet”. Tutto fermo ai confini.

Ma i nostri telegiornali non ne parlano più se non come elemento di discussione sul piano diplomatico, fingendo che la vergognosa sceneggiata degli accordi sia vera. Da settimane trovano posto sui giornali soprattutto i negazionisti dello sterminio da parte delle forze israeliane, che addirittura si può chiamare “genoxxdio” solo scrivendolo così… abbiamo dovuto assistere a scene aberranti, come venire definite “gite ad Auschwitz” i viaggi degli studenti nei lager nazisti e abbiamo ascoltato la direttrice dell’ufficio stampa della Rai accusare i colleghi della sua stessa azienda di aver riportato notizie false e senza prove, non solo nel silenzio dei vertici (è un palese caso da licenziamento) ma anche di troppi colleghi.

Mentre oltre 200 palestinesi sono già morti da quando è stata approvata la cosiddetta “tregua”, noi, da questa parte del mondo, fingiamo di credere a una pace che non esiste, spegniamo gli ultimi faretti di luce, accettiamo il buio su Gaza inconsapevoli che è l’umanità che sta precipitando nel buio, in uno dei peggiori coni d’ombra della storia.

Di fronte a tutto questo blaterare di equidistanza è insopportabile, i “non ancora” del nostro governo verso lo stato palestinese insostenibili, la difesa del governo di Israele, dove comandano quelli che assassinarono Rabin, disgustosa.

E il buio su Gaza noi non lo accettiamo, anche se continua il boicottaggio dei nostri social, perché se lo accettiamo il buio scenderà giorno dopo giorno su tutti noi, ci renderà insensibili, ci porterà nella condizione di chi dovette dire “mai più” e poi non accadde. Noi no, restiamo umani.


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