Donne e migranti al centro della drammaturgia tunisina ospite del festival internazionale Mediterrartè

0 0

Nella suggestiva cornice della bizantina Cappella Bonajuto a Catania due interessanti proposte della drammaturgia maghrebina hanno concluso lo sguardo internazionale di Mediterrartè. Con intensità di sguardo e corpo tra i corpi, nel corto teatrale “Io sono donna”, di e con Nadia Talish, l’artista tunisina ha elaborato e interpretato con sensibilità e pathos il monodramma interattivo di una donna che dialoga con se stessa, coinvolgendo il pubblico nella performance che ha il respiro di una confessione aperta sulla condizione femminile, al di là delle latitudini, cercando con la parola e il gesto un riparo alle pressioni della realtà, scavando in un’autenticità sostanziale che si riverbera sugli spettatori coinvolti nel dramma matericamente.

La sperimentazione della pièce ha la regia di Hafedh Khalifa, ultimo artista internazionale ospite del festival, che ha doppiato il litico palco con l’ironico e aspro spettacolo “Emigranti” dal taglio più tradizionale, interpretato con esperita competenza da Sleh Msaddak e Mohamed Taoufik Khalfaoui, attori tunisini maturi e poliedrici, capaci di traslare dall’humour al dramma, in un riuscito e sapido dialogo underground. Nel misero sotterraneo in cui sono costretti a coabitare, un intellettuale e un contadino si misurano altercando l’uno con l’altro. Entrambi emigranti, in lotta con il presente, sono in cerca di un ipotetico futuro, in uno spazio angusto su cui si riflette la scarna luce del dramma migratorio fuor di retorica, al di là della condizione sociale o delle proprie ragioni. La miseria della loro vita in terra straniera li rende simili, se pur diversi. Stretti tra la feroce solitudine e l’inevitabile incomprensione, loro malgrado si concedono un malinconico brindisi nel loro tugurio nell’ultima notte dell’anno, vagando tra fantasie, ricordi della patria lontana, speranze, in un crescendo di tensione che sfocerà nell’amara realtà.

Uno spaccato senza veli, reso tangibile dai corpi e dalle voci dei due uomini lontani e vicini, in un penoso andirivieni di un quotidiano che si anima di emozioni, restituendo con apparente leggerezza l’arduo modus vivendi di chi va in terra straniera sognando un migliore destino. Sapere che non è così rende l’opera struggente, mentre aleggia un sorriso che infiora la bocca, ma non il cuore di chi è invitato ad assistere, quasi a spiare, come vive un emigrante. Un invito a vedere, semplicemente, ineludibilmente.

IO SONO DONNA
di e con Nadia Talish
Regia Hafedh Khalifa

EMIGRANTI
di Slawomir Mrozek
Traduzione e adattamento in arabo Lassad Ben Hsin
Regia Hafedh Khalifa
con
Sleh Msaddak e Mohamed Taoufik Khalfaoui

Festival internazionale Mediterrartè
Cappella Bonajuto – Catania

Donne e migranti al centro della drammaturgia tunisina ospite del festival internazionale Mediterrartè


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21