Pride a Latina, la sindaca di Fratelli d’Italia prima concede il patrocinio, poi si pente e lo revoca. Vincono i reazionari

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Nel giro di poche ore, nel senso letterale del termine, la sindaca di Latina (Fratelli d’Italia) aveva dato il patrocinio al Lazio Pride che si tiene nella città pontina e subito dopo ha fatto marcia indietro, essendo stata “bacchettata” dal suo partito e soprattutto dal movimento Pro Vita-famiglia. Un gran pasticcio nel cuore della palude, dove gli scandali esplodono sempre in estate (vedi il caso Durigon-Parco Falcone e Borsellino). Ecco quello che è successo: sull’onda dell’entusiasmo collettivo per gli straordinari concerti di Tiziano Ferro allo Stadio Olimpico, la neo sindaca di Latina Matilde Celentano, aveva scritto al cantautore “Sono una sua fan e non vedo l’ora di conoscerla di persona: sentire le sue parole è per me sempre un’emozione forte. Un sentimento condiviso, ne sono certa, dalla maggior parte dei nostri concittadini oltre che da milioni di persone in tutto il mondo. Per questa ragione, vorrei verificare se ci fosse la possibilità, nel prossimo futuro, per inserire Latina tra le tappe dei suoi concerti”. Tiziano Ferro che a Latina è nato e vissuto, padre di famiglia omogenitoriale, artista di successo, ha risposto con ferma gentilezza ricordandole che non ha bisogno di inviti a tornare perché Latina è casa sua e facendo a sua volta un invito alla sindaca:  “Le chiedo di unirsi a me per sostenere il Lazio Pride, che si svolgerà l’8 luglio nella nostra città, concedendo il patrocinio”.

Ferro, padre e marito che in Italia gode della metà dei diritti che negli Usa sono riconosciuti alla sua famiglia, aveva fatto anche un’altra richiesta alla sindaca: “Le chiedo di accogliere la richiesta delle coppie omogenitoriali e di registrare i loro bambini, per concedere loro il presidio e la tutela che meritano.”

La risposta della sindaca si era fatta un po’ attendere ma comunque era arrivata, con la concessione del patrocinio al Pride e con la promessa piuttosto fumosa in merito alla registrazione degli atti di nascita dei figli di coppie omogenitoriali di fare “ciò che la legge mi consentirà” ovvero di non fare nulla perché la legge nulla concede in merito.

Così la prima cittadina di Latina è uscita dall’angolo in cui Tiziano Ferro l’aveva messa tirando fuori quella richiesta di patrocinio che dal 29 maggio giaceva inevasa.  Di certo da Matilde Celentano non ci si poteva aspettare di più conoscendo le sue posizioni tutt’altro che “gay friendly”. Un altro Pride si è tenuto a Latina e fu patrocinato regolarmente dall’amministrazione, all’epoca guidata da Damiano Coletta, che prese parte al corteo.
Intanto oggi, a una settimana dall’evento, la sindaca Celentano ha fatto dietro front revocando il patrocinio e motivando la decisione col fatto che le sue parole avevano causato reazioni debordanti dell’opposizione e degli organizzatori. Però questo le è già valso il plauso di molti esponenti di Fdi, dei movimenti reazionari e, ovviamente, di Pro Vita-famiglia che in una nota tempestiva dice: “Bene ritiro patrocinio dopo nostra denuncia, ma da centrodestra basta sviste”. Dunque da oggi in poi tutti compatti contro i diritti civili.
Il Presidio di Articolo 21 di Latina aderirà al Pride insieme a decine di altre associazioni che rivendicano diritti per le coppie omogenitoriali e contrastano la crescente omofobia che si respira in Italia.
(Nella foto il recente pride di Milano)


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