Emergenza lavoro al centro del congresso del Sindacato dei giornalisti di Bolzano. Le prime risposte

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Lascerebbero ben sperare anche per il settore dell’editoria le modifiche legislative allo studio dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia sulle aziende che cessano l’attività e che non potranno più accedere a contributi pubblici per un periodo di 3/5 anni.
È evidente che i recenti casi della GKN di Firenze che ha licenziato 422 dipendenti è emblematica delle modalità irrispettose dei lavoratori da parte delle aziende, che percependo aiuti pubblici hanno dei doveri verso la comunità.
La politica di privatizzare gli utili e di socializzare le perdite di multinazionali ma anche di aziende di casa nostra ha superato il punto di non ritorno che auspichiamo induca il Governo a porre uno stop a questa giungla selvaggia.
Speriamo che il dibattito possa estendersi anche alle aziende informative, che in quest’annus horribilis ha visto finora a gennaio la chiusura del quotidiano Trentino, fondato dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia nel 1945, e ad agosto dell’altrettanto storico giornale La Gazzetta del Mezzogiorno, con 130 anni di tradizione alle spalle. In quest’ultimo caso, auguriamo che possa esserci una ripresa delle pubblicazioni con l’inizio dell’autunno, una volta risolti i cavilli burocratici della procedura di concordato.
Le due ultime chiusure sono paradigmatiche dello stato di crisi dell’informazione e dell’occupazione in Italia, a Nord come a Sud, situazione che si riverbera negativamente sui conti dell’Istituto di Previdenza, che ha il rubinetto sempre aperto per il pagamento delle pensioni e delle crisi aziendali che hanno comportato la fuoriuscita dal settore di tremila giornalisti nell’ultimo decennio e che attinge nuove risorse con il contagocce per le pochissime nuove assunzioni.
Il tema dell’emergenza lavoro e della sua tutela nel settore editoriale non può essere appannaggio solo dei giornalisti, ma deve diventare una questione nazionale che investe la difesa della democrazia e dell’Articolo 21 della Costituzione che i giornalisti sono chiamati ogni giorno a difendere.
È quanto mai necessario il Governo Draghi prenda in considerazione l’emergenza informazione e che cominci ad affrontare seriamente il tema che investe il lavoro precario, l’equo compenso, la messa in sicurezza dell’Istituto di Previdenza dei Giornalisti, unitamente alla riforma del carcere per i giornalisti e le querele temerarie che si traducono in un bavaglio all’informazione coraggiosa.
Da riformulare l’accesso ai contributi pubblici per gruppi editoriali che, scandalosamente, mentre continuano a percepire sostanziosi aiuti dallo Stato, chiudono testate e mettono in cassa integrazione e solidarietà i giornalisti.
All’emergenza occupazione ed alle prime risposte in chiave locale sarà dedicato il congresso del Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige che si svolgerà a metà settimana a Bolzano: si comincia mercoledì 15 pomeriggio con un focus di approfondimento tecnico-culturale sui nuovi contratti del profilo del giornalista pubblico firmati in regione in Provincia a Trento, in giunta regionale ed in Provincia a Bolzano, al quale interverranno il segretario FNSI Raffaele Lorusso, la vicesegretaria Alessandra Costante, il direttore Tommaso Daquanno e l’avv. Bruno Del Vecchio, i quali approfondiranno anche il tema dello smart working e lavoro da remoto, che si sta diffondendo sempre di più nel settore dell’informazione (corso fruibile anche online sulla piattaforma SIGEF); clou giovedì 16 settembre mattina con il confronto politico sindacale con i vertici di FNSI, INPGI, CASAGIT.
Credo che anche dalla periferia debba arrivare un forte segnale di coesione e di unità e di incoraggiamento al gruppo dirigente che si riconosce in Controcorrente, movimento di pensiero che ha nel suo DNA fondativo il sindacato di servizio ed al servizio di colleghi e colleghe, perno centrale degli enti di categoria.
Nel dibattito nazionale in corso poi per le elezioni dell’Ordine, la lotta è tra la palude ed il non fare niente ed una prospettiva riformatrice, è tra il poltronificio e la difesa reale ed effettiva dei più deboli con la riforma indispensabile dell’accesso alla professione, nodo ineludibile.
Il Sindacato dei giornalisti di Bolzano e Trento vuole continuare ad essere parte attiva ed integrante della FNSI che è e rappresenta il cuore del sistema dell’informazione. Oltre al rinnovo delle cariche elettive regionali, da Bolzano arriverà un forte messaggio di continuità e di sostegno all’azione all’attuale gruppo dirigente della FNSI che insieme alle ARS sta gestendo questo difficile passaggio di confronto epocale con il Governo Draghi di riforma dell’intero sistema dell’editoria.


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