La forza e il coraggio di Cira Celotto, una donna che non si è arresa

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Aveva deciso di far male a se stessa, rinchiudendosi in casa e nutrendosi, si fa per dire, di solo cibo spazzatura. Così, in poco tempo, Cira Celotto raggiunge il peso di 92 kg. Ha paura di perdere per sempre il proprio fidanzato che, ovviamente, non impiegherebbe poi tanto a innamorarsi di una donna più bella, però quando decide di riconquistare la propria femminilità deve affrontare difficoltà inimmaginabili, ostacoli che appaiono insormontabili. Grazie, però, ad una non comune  forza di volontà la crisalide diventa una farfalla. Cira, adesso, ha un fisico bestiale, canterebbe Luca Carboni, perché pesa 54 chili e come professione fa l’insegnante di fitness e alimentazione. Non solo sport ma soprattutto amore per il proprio corpo e la propria identità, e tutto questo Cira lo insegna alle sue donne:  mamme, mogli, sorelle, figlie, fidanzate del rione Scampia, periferia nord di Napoli. La palestra è nel polo culturale “Officina delle Culture”, un bene confiscato alla camorra intitolato a Gelsomina Verde, ragazza barbaramente torturata e poi uccisa il cui corpo venne bruciato nella propria auto.                       

All’inizio le allieve di Cira sono poche, giungono in palestra con le pantofole e in tanti sono pronti a scommettere sul suo fallimento. Adesso, invece, le allieve sono oltre cinquecento e quando arrivano per l’allenamento sono ben preparate come se fossero uscite dal parrucchiere. Una storia importante per dirla alla Ramazzotti, ma la colonna sonora che Cira preferisce è Donna di Enzo Gragnaniello. E come darle torto, visto che a questa latitudine la donna deve ancora combattere contro l’omologazione che la preferisce massaia, rinchiusa tra le mura domestiche ad accudire e crescere i figli dimenticandosi di se stessa?  Adesso che la pandemia del covid-19 ha fermato tutte le attività, Cira con le sue allieve non si sono arrese, si ritrovano all’aperto, anche nella villa comunale nel rispetto di tutte le normative ma con l’obiettivo di non fermarsi mai.

Tutta questa storia Cira adesso la racconta in un libro, scritto a quattro mani con Alberto Guarino, “La donna con le ali – una storia di cambiamento e di coraggio”, edito dalla Giammarino Editore che con questo testo inaugura la collana (R)Esistenze, un progetto culturale che nasce dalla sinergia con l’associazione (R)Esistenza Anticamorra presieduta dal neo cavaliere della Repubblica Ciro Corona. E’ importante annotare come a Scampia la politica del fare compie importanti e concreti passi in avanti facendo incontrare il mondo del sociale con quello imprenditoriale. “La storia di Cira –  si legge nella prefazione di Maria Giovanna Fiume – presidente dell’Associazione “Donne a testa alta” è soprattutto una storia di resilienza, di chi cade e si rialza, è la storia di una donna che trasforma la sofferenza in coraggio, la malinconia in desiderio di riscatto, e la mette al servizio degli altri”.

La presentazione alla stampa è prevista per lunedì 8 marzo alle ore 11:00, presso l’Officina delle Culture in via Arcangelo Ghisleri lotto P5 a Scampia, Napoli

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