“La figlia unica” di Guadalupe Nettel, una storia vera che fa riflettere sui molti modi di essere madre

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“La figlia unica” della scrittrice messicana Guadalupe Nettel (classe 1973) inizia con questa dedica: “Alla mia amica Amelia Hinojosa, che con grande generosità mi ha permesso di raccontare nei particolari la sua storia, concedendomi anche la libertà di inventare quando era necessario”. Se ne deduce che, a parte alcune licenze poetiche, il nuovo romanzo della Nettel nasca da una sofferta riflessione sulla realtà. Guadalupe Nettel affronta il tema della fatica di procreare nella donna, in modo naturale nella maternità biologica e individuale in quella psichica o intellettuale: con l’emancipazione femminile indirizzata a desiderare la realizzazione personale, Guadalupe Nettel racconta i conflitti fra varie opzioni procreatrici, entrambe di estrema dedizione e rinunce.

“La figlia unica” narra di Laura e Alina, amiche per la pelle, unite da affinità fortissima sul bisogno d’indipendenza e attuazione delle proprie aspirazioni. Le due si sono conosciute a Parigi e hanno viaggiato, benché la loro vita si consolidi poi in Messico, terra natale. La scelta di diventare madre sarà la linea di demarcazione che renderà evidente le loro differenze: Laura si farà legare le tube per non mettere al mondo dei figli, cosa che le costerà il rapporto di coppia e quello con sua madre. Alina seguirà un percorso più normale e tuttavia non indenne da rischi e da costi: quando una terribile notizia si abbatte sul feto che Alina porta in grembo, Laura si troverà improvvisamente nel ruolo di madre dell’amica, così come di genitrice surrogata del figlio d’una vicina al quale si è sinceramente affezionata.

Il romanzo della Nettel, scritto con una semplicità che è “difficile a farsi” si legge d’un fiato. Suscita interrogativi maieutici sulla maternità: se esiste un unico modo di essere madre, se sia solo istinto o può diventare scelta, fino a che punto si è disposti a essere genitrici, se esiste la madre senza figli biologici. In parole povere, la procreazione è sola quella dei propri lombi? “La figlia unica”, di Guadalupe Nettel, scrittrice riconosciuta tra i più promettenti dell’America latina e insignita di premi internazionali, tocca temi concreti e universali nei quali ogni donna si può riconoscere.

autore: Guadalupe Nettel
titolo: La figlia unica
traduzione: Federica Niola
editore: La Nuova Frontiera

data di pubblicazione. Settembre 2020
pagg. 207
Cartaceo € 16.50

Ebook 10,99

 

 

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