Efj: appello per la liberazione del fotoreporter Pavel Zelenski

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Un appello per la liberazione del fotoreporter e cameraman Pavel Zelenski è stato lanciato oggi dalla Efj, la Federazione europea dei giornalisti, insieme con il sindacato dei giornalisti Russian journalists and Media workers Union (JMWU). Zelenski, che è anche cameraman della Fondazione anti corruzione di Alexey Navalny, è accusato di incitazione alla violenza via internet e rischia fino a 5 anni di carcere.
Secondo la JMWU Zelenski è stato arrestato con il pretesto due Twitt lanciati in ottobre, quando Irina Slavina si immolò contro le restrizioni alla libertà di stampa subite dalla sua testata. Ma è chiaro che la vicenda di Alexey Navalny non è estranea al caso.
Da quanto si è appreso, ben dieci agenti hanno fatto irruzione nella casa di Zelenski dove si sono trattenuti per sei ore, sequestrando il suo computer, il cellulare della moglie e altri device. Zelenski è stato poi arrestato a casa si sua madre. Ora dovrà rimanere in carcere almeno fino a fine febbraio, ma rischia una condanna molto pesante, fino a 5 anni. “Siamo sicuri che non si è trattato di incitamento alla violenza o ad azioni estremiste, ma di una reazione emotiva forte. Nessuno deve essere messo dietro le sbarre per le parole che ha pronunciato” , ha dichiarato la JMWU a proposito dei twitt di Zelenski.
Dura reazione anche da parte del Segretario generale della Efj, Ricardo Gutierrez: “ L’ arresto di Pavel Zelenski è assolutamente sproporzionato ai fatti, e punta a intimorire i giornalisti che cercano di coprire le notizie circa Navalny . È chiaramente una intimidazione tattica”.  L’arresto del reporter infatti è avvenuto il giorno prima che il principale oppositore del regime, Alexey Navalny, appunto, fosse arrestato all’aeroporto di Mosca.
A quanto si è appreso da JMWU e dalla Russian Union of journalists (RUJ) anche altri collaboratori di Navalny sarebbero stati fermati e tenuti in carcere prima dell’atterraggio del blogger, mentre il giornalista David Frenkel è stato fermato all’aeroporto di San Pietroburgo e detenuto perché stava partendo per Mosca per coprire  l’arrivo di Navalny.
La Federazione europea dei giornalisti chiede libertà immediata per tutti i giornalisti oggi in carcere in Russia.