Archiviata dal Tribunale di Milano la querela contro il Teatro delle Albe di Ravenna

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La notizia della querela (archiviata dal Tribunale di Milano il 25 gennaio scorso) al Teatro delle Albe di Ravenna (presentata nel 2018) per lo spettacolo “Saluti da Brescello”, liberamente ispirato alle vicende di Donato Ungaro ex vigile di Brescello, licenziato nel 2002 all’allora sindaco del paese (dal 1985 al 2004) , Ermes Coffrini, fece molto scalpore e destò preoccupazione tra gli stessi artisti (il regista Marco Martinelli ed Ermanna Montanari attrice e sua moglie nella vita), ma non solo: anche le istituzioni e l’amministrazione comunale di Ravenna si schierarono dalla parte delle Albe dimostrando solidarietà e sostegno. Lo stesso Don Luigi Ciotti che presiede l’associazione Libera fece questa dichiarazione pubblica : «Un’azione gravissima perché colpisce la libertà d’espressione e dimostra quanto sia difficile parlare di mafia a Brescello, il primo comune sciolto per infiltrazione della criminalità organizzata in Emilia Romagna. Ed è proprio a Reggio Emilia che si è tenuto il processo più importante sulla mafia del Nord Italia. Da Libera Emilia Romagna tutta la nostra solidarietà a Marco Martinelli ed Ermanna Montana che hanno fatto del teatro il mezzo per una denuncia coraggiosa».

In data 25 gennaio 2021 il Tribunale di Milano ha emesso l’ordinanza di archiviazione della querela presentata da Ermes Coffrini nei confronti di  Marco Martinelli, Marco Belpoliti (direttore editoriale del sito doppiozero.com dove era stato pubblicato il testo teatrale) ed Ermanna Montanari (querelata come coautrice del testo quando invece lei interpretava solo un ruolo nello spettacolo), su decisione del Giudice per le indagini preliminari Daniela Cardamone «su richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero dottor Sergio Spadaro in relazione a margine indicato a carico di Martinelli Marco; Montanari Ermanna; Belpoliti Marco; per il reato a cui all’art. 595c.3p.;letto l’atto di opposizione depositato ex art. 410 c.pp. della persona offesa Coffrini Ermes». Nella sentenza si legge come il querelante si «. (…) lamenta il contenuto diffamatorio dell’opera, in quanto, narrando la vicenda del vigilie urbano Donato Ungaro (che risulta dalla sentenza di non essere mai stato querelato da Coffrini, ndr) la positiva rappresentazione di quest’uomo viene contrapposta ad un atteggiamento criticabile del sindaco dell’epoca, la cui figura è accostata alle attività di famiglie criminali coinvolte nel processo c.d Aemilia. Benché, secondo la persona offesa, gli episodi narrati non sono veritieri, gli stessi si inseriscono in una vicenda reale, relativa all’attività del vigile giornalista Ungaro ed al suo licenziamento, rendendo riconoscibile (scrive il Giudice nella sentenza, ndr) il Sindaco, il quale, in un passaggio, viene anche citato per nome».

A Donato Ungaro fu contestato di aver pubblicato degli articoli sull’infiltrazione della mafia nel suo Comune. Licenziamento contestato successivamente in Tribunale nel quale vinse in tutti i gradi di giudizio. Il teatro deve assolve al compito indispensabile nella nostra società, unitamente alla libertà di stampa e di pensiero come previsto dall’Articolo 21 della Costituzione: raccontare la realtà dei fatti anche quelli scomodi e testimoniare la verità accertata, senza dover essere intimiditi per questo. Nel 2016 l’amministrazione comunale di Brescello fu sciolta per condizionamenti e infiltrazioni della mafia. Il giudice conferma quanto soprascritto e si legge ancora nell’ordinanza: «Il Pubblico Ministero ha chiesto l’archiviazione del procedimento affermando che, nel caso di specie, va esclusa la rilevanza penale della condotta denunciata ricorrendo l’esimente dell’esercizio di un diritto costituzionalmente tutelato: l’opera teatrale può avere carattere lesivo dell’altrui reputazione ma la concreta punibilità dell’altrui reputazione ma la concreta punibilità della condotta trova un limite di cui gli articoli 21 e 33 Cost., come declinati dalla predominante interpretazione giurisprudenziale».

Il Pubblico Ministero nella sua richiesta di archiviazione motiva la decisione spiegando bene l’intento dell’opera teatrale delle Albe e va ricordato come il querelante aveva diffidato tutti i teatri italiani che avevano in programma lo spettacolo “Saluti da Brescello” di non portarlo in scena. Un’intimidazione che non aveva spaventa il regista Marco Martinelli, il quale rifacendosi a sentenze pronunciate dalla magistratura dove si era ispirato per scrivere il testo teatrale: «Il teatro è atto: atto di coraggio, denuncia del misfatto, matto che crea bellezza. Non ci fermeranno. Chi ci ha querelato ci vuole intimidire e con noi vuole intimidire chi è interessato a rappresentare il nostro lavoro e ha mandato il testo della querela ai teatri e agli organizzatori teatrali per metterli in guardia nei nostri confronti».

«(…) L’opera teatrale propone una lettura negativa della gestione amministrativa del Comune di Brescello, utilizzando la vicenda del vigile Ungaro come esemplificativa di un sistema politico locale permeabile tanto a interessi privati che a quelli illeciti della criminalità organizzata, tanto che il suddetto comunque è stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2016 -si legge nell’ordinanza dell’archiviazione –  La vicenda del vigile Ungaro, dunque, altro non sarebbe che lo strumento per raggiungere l’obiettivo di denuncia sociale perseguito dagli autori mediante un’opera di “fantasia”».

Ermanna Montanari è stata anche «erroneamente citata dal querelante», confondendola per autrice ma in realtà solo attrice protagonista. Si conclude una vicenda che aveva creato non pochi problemi alla Compagnia del Teatro delle Albe nel proseguo della sua attività artistica e nonostante la diffida di non rappresentare lo spettacolo, quasi tutti i teatri avevano ospitato “Saluti da Brescello”. Le note di regia spiegano come «Saluti da Brescello parla di un’Italia che sta cambiando, di una regione che si credeva avere tutti gli “anticorpi”, ma che non è risultata immune dalla corruzione. Le statue di Peppone e Don Camillo in un onirico dialogo notturno raccontano la vicenda realmente accaduta a Donato Ungaro, vigile a Brescello licenziato senza giusta causa per le sue denunce sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel paese. Il testo Saluti da Brescello è stato commissionato dal Teatro di Roma a Marco Martinelli per rappresentare l’Emilia-Romagna all’interno del progetto “Ritratto di una Nazione – L’Italia al lavoro”, stagione 2017/2018, curato da Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri, che ha debuttato al Teatro Argentina nel settembre 2017».

Nel 2019 alla Festa di Articolo 21 Casa internazionale delle donne Roma 1 è stato consegnato Il Premio dell’Associazione Articolo 21 a Marco Martinelli ed Ermanna Montanari fondatori del Teatro delle Albe, artisti la cui opera è quella di creare attraverso l’arte del teatro, una coscienza civile, capace di porsi degli interrogativi e sviluppare antidoti a fronte di un degrado etico e morale che sembra intaccare la società in cui viviamo. Il coraggio e la determinazione di proseguire la loro attività artistica, portando in tournée “Va pensiero”, affinché possa essere visto dagli studenti delle scuole di tutta Italia, dal pubblico che ad ogni replica ha sempre dimostrato di condividere il messaggio degli autori e interpreti. Ogni forma di intimidazione inviata ai teatri con l’intento di non ospitare lo spettacolo delle Albe non ha impedito a Marco Martinelli ed Ermanna Montanari di proseguire nella loro missione di raccontare, anche se in modo trasfigurato, una vicenda in cui la giustizia sta facendo il suo corso.