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Ungheria, i fondi Ue vadano anche ai media indipendenti

 
“L’Europa deve muoversi. Non può stare a guardare la progressiva morte della libertà di stampa in Ungheria. Il denaro, in questo caso, vale più delle parole: se la Ue si preoccupa di ciò che è sta dei media liberi in Ungheria, deve contribuire a finanziarli”. È questo l’appello lanciato in rete e sul portale politico.eu da Katalin Cseh, parlamentare europea ungherese del gruppo Renew Europe. L’ennesimo appello che personaggi politici e associazioni e sindacati dei giornalisti di tutta Europa – comprese la EFJ (Federazione europea dei giornalisti ) e la Federazione nazionale della Stampa italiana – rivolgono in questi giorni alla Commissione di Bruxelles. L’accordo raggiunto il mese scorso dai leader europei sul bilancio e sul fondo di risanamento, non sono stati se non collegati – se non in modo molto vago – al rispetto dei valori fondanti dell’Unione e dello Stato di diritto. E questo proprio a causa delle richieste in tal senso di Ungheria e Polonia, oltre  che della Slovenia.
Grazie al Recovery fund, l’Ungheria riceverà aiuti ingenti, pari a un terzo del pil, ma gli oppositori del Governo Orban ritengono che in fondi saranno distribuiti dal Governo in modo da favorire solo i soggetti e le lobby filogovernative nella speranza anche di strangolare le possibilità di ripresa dei gruppi legati all’opposizione, che è riuscita a vincere nelle elezioni locali.
È necessario che la Commissione europea vigili e cerchi di far arrivare finanziamenti di emergenza ai media indipendenti ungheresi, dopo che l’ultimo grande portale di informazione libera, Index, ha visto nelle scorse settimane la cacciata del direttore e la dimissione di tutti i giornalisti, seguita da manifestazioni di piazza. È anche necessario che la Ue avvii una grande inchiesta indipendente sulle concentrazioni proprietarie che riguardano appunto i mezzi di informazione del Paese. I quali sono sempre di più in mano a personaggi legati al Governo.
Cercare di indirizzare i fondi per sostenere la libera informazione conta di più delle dichiarazioni di solidarietà.
A questo appello si è unito sui social il direttore della Federazione europea dei giornalisti, Ricardo Gutierrez. La Efj è sostenuta in questa battaglia anche dalla Fnsi, che la settimana scorsa ha organizzato con Articolo 21 l’iniziativa internazionale online #nobavaglioungherese.

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