Sei qui:  / Blog / Tempi Moderni La Commedia Rivista: rassegna teatrale di Aldes a Capannori

Tempi Moderni La Commedia Rivista: rassegna teatrale di Aldes a Capannori

 
RUMO(S)CENA – ALDES – CAPANNORI (Lucca) – “Tempi Moderni – La Commedia Rivista” è la rassegna estiva di teatro che conta trentuno spettacoli in scena dal 23 luglio al 2 agosto nelle corti di Capannori, ideata da Roberto Castello prodotta da ALDES con il sostegno e il patrocinio del Comune di Capannori e in collaborazione con Officine della Cultura di Arezzo e la Caritas Diocesana di Lucca, che mira a innescare un circolo virtuoso di scambio artistico e popolare in un’ottica di comunità e solidarietà. Nata dalla riflessione sul come continuare a far cultura e dall’esigenza di attivare azioni concrete per porre argine al vuoto venutosi a creare con la crisi della pandemia, Tempi moderni è la rassegna che vuole partire da un’indagine di territorio, pensata appositamente per il Comune di Capannori, costituito da molte case di corte. Il progetto, che omaggia esplicitamente il celebre film del ’36 dove un giovane Charlie Chaplin si districava con una serie di acrobazie tra gli enormi ingranaggi di una fabbrica, si compone di 4 mini-spettacoli della durata di mezz’ora ciascuno, tutti pensati per andare in scena nel pieno rispetto delle norme di distanziamento anti-Covid.

Creazioni agili, veloci, leggere e brillanti, diverse fra loro nel contenuto ma tutte con la medesima struttura: un attore/attrice e un danzatore/danzatrice si esibiscono in alternanza, a ritmi serrati – ouverture, primo atto, intermezzo, secondo atto, finale dando vita a un’opera snella, di comicità impegnata, che si ispira allo spettacolo popolare dei primi del ‘900 e si interroga sul tema della “ricchezza” e del “valore”: cosa oggi ha, o non ha più, senso? Rivolta ad un pubblico di ogni tipo ed ogni età, la rassegna prevede di non adottare la solita formula del pagamento del biglietto per assistere allo spettacolo, operazione tra le altre cose complicata per la gestione dell’esperimento. In un’ottica di gratificazione del lavoro, di senso di comunità dove ognuno offre qualcosa, gli artisti in questo caso la loro arte, al pubblico verrà chiesto di onorare il lavoro degli artisti con aqlimentari prodotti dell’orto, cibo e/o beni di prima necessità. Una pratica di responsabilizzazione sociale e collettiva. Verrà accettato tutto, tranne il denaro e la raccolta verrà ritirata sul posto e immessa nel circuito della Caritas per poi essere distribuita a persone e famiglie in difficoltà… Continua su rumorscena

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con (*).

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.