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Un nemico del Popolo: Popolizio riporta in scena l’attualissimo capolavoro di Ibsen

 

In una piccola cittadina del nord la scoperta delle terme porta ricchezza e sviluppo ai suoi abitanti. I fratelli Stockmann, tra loro molto diversi, ricoprono entrambi ruoli di prestigio: Peter, il maggiore – interpretato da una strepitosa Maria Paiato – è il sindaco della cittadina; Thomas – Massimo Popolizio – è il medico delle terme e colui che meriterà l’appellativo di ‘nemico del popolo’ evocato dal titolo, per il solo fatto di voler denunciare il forte inquinamento delle acque termali, che già l’anno precedente, era stato la causa di numerose malattie.

Se la notizia dell’inquinamento dovesse diffondersi tuttavia, la stazione termale sarebbe costretta a chiudere per almeno tre anni, tempo necessario alla sostituzione del condotto idrico. E i cittadini stessi sarebbero chiamati ad assumersi l’onere dei lavori. E’ così che la comunità, e la stampa asservita al potere, si scagliano contro il medico che, a loro dire, intenderebbe sabotare un progetto irrinunciabile per il benessere economico della cittadina.

‘Un nemico del popolo’ – opera del 1883 del geniale drammaturgo norvegese Henrik Ibsen – per la regia di Massimo Popolizio, torna in scena al Teatro Argentina dal 17 al 26 gennaio dopo l’enorme successo della scorsa stagione: nel 2019 lo spettacolo era stato applaudito, nelle sue 31 repliche, da oltre 17mila spettatori. Recentemente è stato premiato con un doppio Ubu: al miglior spettacolo 2019 e alla migliore attrice protagonista Maria Paiato, in scena in panni maschili.

Il dramma ibseniano, nella sua estrema attualità, ripropone temi ‘sensibili’ cui Popolizio restituisce slancio, modernità e senso della parodia in questo scontro tra fratelli in cui emerge corruzione del potere e contaminazione ambientale.

Lo spettacolo racconta con spietata lungimiranza il rischio che ogni società democratica corre quando chi la guida è corrotto, e la minoranza viene schiacciata da una maggioranza interessata a salvaguardare soltanto il proprio interesse. Un testo classico fortemente contemporaneo che Popolizio sceglie di ambientare in un’immaginaria contea americana degli anni Venti economicamente depressa in cui la costruzione di uno stabilimento termale rappresenta il riscatto per il territorio. 14 attori si alternano sulla scena a pannelli mobili in una pièce di due ore in atto unico.

Tagliente e irrinunciabile, lo spettacolo, dopo le date romane, proseguirà il suo viaggio in una tournée nei maggiori teatri italiani.

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